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Ospedale, un’altra “ispezione” Cherchi: «No alla riforma»

Ospedale, un’altra “ispezione” Cherchi: «No alla riforma»

TEMPIO. Per Augusto Cherchi, consigliere regionale del Partito dei Sardi e componente della commissione regionale alla Sanità, «la riforma che l’Assessore regionale, Arru, sta proponendo è una...

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TEMPIO. Per Augusto Cherchi, consigliere regionale del Partito dei Sardi e componente della commissione regionale alla Sanità, «la riforma che l’Assessore regionale, Arru, sta proponendo è una riforma avulsa dal territorio, fuori dalla nostra realtà e assolutamente non condivisibile».

L’esponente politico, ieri in città per un confronto sulla sanità con gli amministratori cittadini, in municipio, al momento del suo intervento, non fa sconti alla maggioranza regionale di centrosinistra, della quale peraltro fa parte. Non ha peli sulla lingua ed esprime in piena libertà, e con la competenza che gli deriva dall’essere medico, il proprio pensiero sulla riforma.

Cherchi interviene dopo il sindaco Andrea Biancareddu che ancora una volta, l’ennesima, ha illustrato all’esponente politico le preoccupazioni del territorio di fronte ai tagli indiscriminati, alle richieste inascoltate, alle vere e proprie ingiustizie «perpetrate dalla direzione aziendale di Olbia».

Concetti che Cherchi ben conosceva per averle già ascoltati a fine aprile, durante l’audizione a Cagliari di Biancareddu, da parte dell’intera commissione regionale alla Sanità. Posato ma al tempo stesso determinato, l’intervento di Monica Liguori, consigliere comunale di Tempio Libera, che ha posto in risalto l’unità con la quale operano a Tempio, su argomenti come quello della sanità, maggioranza ed opposizione.

«La mia convinzione, non solo come politico ma soprattutto come medico - dichiara Cherchi - è che questa riforma sia stata costruita sulla base di esperienze e realtà che non sono le nostre. E una riorganizzazione che io, per molti aspetti, non condivido. Lo dico senza difficoltà anche perché è un pensiero già noto. E’ una riorganizzazione - insiste Cherchi - che si basa su criteri nazionali che poco ci appartengono. Nasce da studi di ricercatori piemontesi e veneti che non conoscevano la realtà sarda. Una realtà che deve essere invece considerata e rispettata. Ora stanno “ingegnerizzando” la sanità in Sardegna e questo - conclude Cherchi - non lo si può accettare».

Subito dopo, accompagnato da una folta delegazione con in testa il sindaco Biancareddu, così come altri commissari regionali hanno fatto precedentemente, Cherchi ha voluto visitare il Paolo Dettori in ogni singolo reparto, parlando con i medici e ascoltando da ognuno di loro l’elenco delle manchevolezze. Da quelle del reparto di radiologia - mai restaurato, vecchio di 50 anni e scippato recentemente di 380 mila euro, destinati alla sua ristrutturazione e dirottati altrove; reparto dotato di una nuova tac che non potrà entrare in funzione per carenza di medici - a quelle del reparto otorino, nuovissimo ma desolatamente lasciato vuoto dalla Direzione per motivi che i medici stessi si rifiutano di commentare.

Situazioni assurde, al limite del buon senso- dicono i sanitari - anche nella maggior parte degli altri reparti dove il personale non vuole comunque arrendersi. Incredulo l’onorevole Cherchi al termine della “giostra” nella sanità tempiese. (a.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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