Boss evaso da Nuchis è caccia all’uomo in tutta la penisola
D’Ausilio, ergastolano, passava le giornate giocando al pc Aveva avuto un permesso per andare a Napoli dai parenti
TEMPIO. Bocche cucite nella Casa di reclusione di Nuchis dopo l’evasione di un boss della camorra, uno dei più pericolosi. Felice D’Ausilio, 36 anni, condannato al carcere a vita per triplice omicidio a giugno dello scorso anno dalla Corte d’assise d’appello di Napoli, non è rientrato nella Casa di reclusione dopo aver usufruito di un regolare permesso. I tre delitti di stampo camorristico per i quali era detenuto sono avvenuti tra il 2007 e il 2009 tra Fuorigrotta e Agnano. C’è il massimo riserbo fra le forze dell’ordine coinvolte nella caccia all’uomo su tutto il territorio nazionale, scattata venerdì notte.
D’Ausilio, figlio del boss Domenico, soprannominato Mimì ‘o sfregiato, che controlla la zona di Bagnoli, risulta essere nella lista nera dei criminali più pericolosi. Durante la sua permanenza nel carcere di Nuchis, l’uomo non avrebbe mai partecipato a nessuna attività insieme agli altri detenuti. Trascorreva il tempo in cella davanti al computer, ovviamente non connesso a Internet, con il quale giocava.
«Anche se tecnicamente si tratta di una evasione – spiegano nell’anonimato dall’interno del carcere – bisogna ricordare che da Nuchis non è mai evaso nessuno. Felice D’Ausilio non era più in questo carcere da mercoledì per un regolare permesso, il primo che gli era stato concesso dopo la condanna all’ergastolo dal giudice di sorveglianza di Sassari. Il permesso doveva servire al detenuto per visitare alcuni parenti a Napoli».
Mentre la caccia all’uomo si è aperta ufficialmente dalla mezzanotte di venerdì, dopo il mancato rientro in carcere del camorrista, l’allerta su D’Ausilio sarebbe già scattata mercoledì notte, quando, a differenza di quanto gli era stato imposto dalle condizioni del permesso, l’uomo non si era presentato in alcun Commissariato partenopeo per segnalare il suo arrivo a Napoli.
A Tempio la notizia dell’evasione dell’ergastolano non ha destato nè preoccupazione nè ha suscitato commenti. Nella Casa di reclusione l’attività è proseguita regolarmente senza alcuna interruzione.
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