La Nuova Sardegna

Olbia

Contesa sull’acqua: la diga di Lu Salpenti è di Calangianus

di Pietro Zannoni
Contesa sull’acqua: la diga di Lu Salpenti è di Calangianus

L’ex tecnico comunale Giovanni Ricciu solleva il caso: «Tempio vuole appropriarsi di un’opera che non è sua»

2 MINUTI DI LETTURA





CALANGIANUS. Per l’ex tecnico comunale Giovanni Ricciu, da anni in pensione, leggere che qualcuno avesse scoperto in agro di Tempio, località Lu Salpenti sul Limbara, un antico manufatto che imbriglia le acque del rio Li Trai, datato anni 30, ha suscitato una fragorosa risata ma anche una seria preoccupazione. Per una mattina non è andato in vigna a San Leonardo. Ha preso carta e penna e, con ironia e non poco disappunto, ha scritto un documento dettagliato. «L’entusiasmo manifestato dagli esploratori - si legge - per la scoperta archeologica nella giungla limbarina, vuole quasi far rivivere le scoperte degli esploratori per le città Atzeche. Conosciamo bene, e lo dico da ex tecnico e cacciatore, quel sito .Mi preoccupo nell’apprendere che gli amministratori tempiesi vogliono impossessarsi dell’opera acquedottistica non tenendo conto della realtà giuridica che vige sul manufatto: un’opera realizzata, nella prima metà degli anni 50, dal consorzio acquedottistico dei comuni di Calangianus e Luras, su progetto del geometra Giuliano Giagheddu e che comprende, oltre allo sbarramento del rio con una robusta paratia muraria, le opere di presa, con canalette in cemento, pozzette per idonea condotta onde convogliare, a caduta naturale, l’acqua alla camera di riunione generale costruita a valle. Ricordo- prosegue Ricciu - che l’originaria camera di riunione del vecchio acquedotto consortile era posta molto più a monte di quella testè descritta nel sito Li dui licci e riceveva le 4 sorgenti dell’impianto originario datato 1926, data storica per il primo acquedotto calangianese. Nella più recente camera di riunione, fine anni Sessanta, furono convogliate ulteriori 12 sorgenti, alcune ricadenti nel bacino Li Trai, inserite nella tubazione in uscita dalla dighetta in oggetto. Il consorzio, per sfruttare le sorgenti e il prelievo delle acque fluviali del rio Li Trai ebbe la prescritta concessione trentennale dal Genio civile per cui paga i dovuti tributi . Non credo- termina l’ex geometra - che gli amministratori di Tempio, distintisi per la buona amministrazione per quanto riguarda la risoluzione dei problemi dell’approvvi gionamento idrico, vogliano sovvertire uno stato di diritto per instaurare le leggi medievali dei feudi dove il comune più popoloso prevaleva sui comuni più piccoli».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative