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Sole di Gallura, otto mesi senza stipendio

Sole di Gallura, otto mesi senza stipendio

L’allarme della Cgil: «Situazione disperata, ma i dipendenti continuano a lavorare per responsabilità»

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OLBIA. Otto mesi senza stipendio. La Cgil Funzione pubblica riaccende i riflettori sulle lavoratrici della Fenice Sole di Gallura, la cooperativa che gestisce la Rsa. Solo due mesi fa c’era stato lo sciopero dei dipendenti per chiedere il pagamento delle retribuzioni arretrate. Ma gli incontri e i tavoli istituzionali che si sono svolti in questi mesi non hanno risolto la vertenza. «Purtroppo non è bastato quanto fatto sino a ora – commenta Luisella Maccioni, segretaria territoriale Fp Cgil – .I lavoratori continuano a non percepire lo stipendio e le mensilità in arretrato sono diventate otto. Nel computo di quegli stipendi arretrati vanno considerate anche quelli che devono essere pagati a persone che sono in malattia, a cui non viene corrisposta l'indennità prevista dalle legge 104, assegni familiari e il bonus Renzi , che la Cooperativa avrebbe dovuto erogare per legge. Ma dal momento che questi dipendenti non percepiscono lo stipendio non viene pagato. Un ulteriore penalizzazione per i lavoratori».

Una situazione sempre più grave, soprattutto dal punto di vista umano. I dipendenti senza lavoro sono disperati. Il problema di arrivare alla fine del mese è superato da altre più gravi emergenze. Avvisi di pignoramento delle agenzie che devono recuperare i loro crediti, mutui, prestiti, richieste di sfratto per affitti non pagati. «Persone che, nonostante tutto, continuano a lavorare in silenzio, per attaccamento al lavoro». Commenta la segretaria Maccioni che aggiunge. «C'è poi una ulteriore beffa in questa vicenda – sotolinea –. La cooperativa La Fenice non consegna le buste paga ai lavoratori, ma ritiene opportuno dare i Cud del 2015, sebbene molte mensilità comprese nel Cud non siano state pagate. Pertanto ancora una volta come Funzione pubblica Cgil riteniamo che sia indispensabile intervenire su un problema così grave. Troppe volte si è fatto finta di non vedere questa emergenza. Oggi non è più possibile chiudere gli occhi. La Gallura e in particolare Olbia in questi anni hanno perso pezzi importanti di Stato sociale. Crediamo che non si possa più andare avanti in questa direzione. Servono soluzioni per rimettere in moto il welfare». (se.lu.)

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