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Olbia, una nuova vita per l’ex mattatoio

Olbia, una nuova vita per l’ex mattatoio

Al via il cantiere: la struttura diventerà un centro culturale polivalente

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OLBIA. Un progetto lungamente accarezzato, poi diventato possibile e infine realizzabile: la trasformazione del rudere dell’ex mattatoio in via roma a centro culturale. Voluto fortemente dall’assessore all’urbanistica, vicesindaco e ora candidato alla carica di primo cittadino per il centrosinistra Carlo Careddu , con il supporto del presidente della commissione urbanistica comunale Giorgio Spano (Pd). Dunque il mattatoio comunale rinasce a nuova vita. Perché il comune ha reperito le risorse(2 i milioni di euro necessari)  in un modo originale e senza oneri per le casse con l'attuazione della lottizzazione commerciale e direzionale ex Meridiana e la previsione di opere di urbanizzazione secondarie a scomputo di oneri concessori.

Il tutto diventa palpabile realtà visto il cantiere è aperto. Il soggetto Attuatore è la società Acquaviva Srl (subentrata alla For You Srl), che eseguirà l'intervento a costo zero per l'Amministrazione Comunale nell’arco di un annio e mezzo. Il progetto, redatto dagli architetti Tomaso Pirina e Massimo Spano, con il supporto della Soprintendenza per i Beni Culturali di Sassari, prevede opere di restauro e di consolidamento strutturale dell’ex mattatoio con la riqualificazione dello stabile, che sarà dunque in grado non solo di essere riaprto ma fungere da polo culturale della città. Infatti la struttura diventerà uno spazio polivalente dove potranno essere svolte attività espositive di arte contemporanea, sala di lettura, sala conferenze e sala per la musica. Il progetto studiato e che inizierà a essere realizzato da domani prevede, oltre al recupero di tutti i particolari architettonici interni ed esterni, quelli delle attrezzature per le attività di macellazione per conservare la memoria storica del palazzo.

La direzione dei lavori sarà curata dal dirigente del settore Urbanistica Tino Azzena coadiuvato da altri professionisti (l’archietto Bosco e i geometri Marongiu e Lombardi). È prevista la realizzazione di una copertura in acciaio e vetro nell'attuale corte interna, per un utilizzo più ampio e funzionale degli spazi, permettendo così il collegamento tra i due corpi di fabbrica.

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