La Nuova Sardegna

Olbia

Allarme e denunce: «Bande di razzisti in giro per la città»

di Angelo Mavuli
Allarme e denunce: «Bande di razzisti in giro per la città»

Il caso esplode dopo l’accoltellamento al Parco Grandi: intervengono il legale dell’aggressore e il Pcd’I provinciale

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TEMPIO. «L’accoltellamento di un ventunenne tempiese da parte di un venezuelano di 18 anni, avvenuto nel pomeriggio del 9 maggio, sta assumendo sempre più, man mano che le indagini vanno avanti, i contorni di un episodio di intolleranza razziale da cui il giovane accoltellatore si è dovuto difendere».

A dirlo, con due documenti, sono Domenico Putzolu, avvocato difensore del giovane venezuelano, che sta raccogliendo per la Procura un voluminoso dossier sul fenomeno, e la segreteria provinciale del Partito comunista d’Italia che con la locale sezione denunciano la nascita in città di bande razziste. Detto che, a scanso di equivoci, sia l’avvocato Putzolu che il Pcd’I condannano il possesso del coltello da parte del giovane straniero e che non può essere una sua scusante il fatto che da tempo il ragazzo fosse sottoposto, da parte di una banda di giovanissimi, a insulti, sputi, parolacce, lanci di sassi e percorse, rimane la gravità del fatto. «Ciò che sta emergendo dalle indagini - afferma l’avvocato -, è che il ragazzo, che considerava Tempio e Aggius come la sua nuova Patria, fosse sottoposto a ogni sua uscita in città, ad una persecuzione per la provenienza straniera e per il colore della sua pelle. L’episodio ha una rilevanza penale solo parziale, è gravissimo invece dal punto di vista sociale»

Fermissimo e preoccupato il comunicato del Pcd’I a firma di Nicola Luciano che denuncia «la nascita anche nella nostra città dell’odio razziale. Un fenomeno lontano anni luce dalla nostra civiltà, di cui l’episodio del Parco Grandi è solo la punta dell’aisberg». Il documento denuncia «episodi di razzismo sui pullman a danno di studenti di colore, e nelle vie cittadine contro venditori ambulanti o semplici cittadini colpevoli di avere un colore di pelle diverso dal nostro o di abitare nella nostra città». Da Luciano un invito perché «anche le altre forze politiche, le associazioni e la Chiesa esprimano il loro sdegno per quanto accaduto e si adoperino per debellare sul nascere il formarsi di queste aggregazioni xenofobe».

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