Avanzano le donne: «Siamo una risorsa»
Domani l’incontro con 5 candidate promosso dalla Fidapa per il 70° anniversario dell’estensione del diritto di voto
OLBIA. Mai come in questa campagna elettorale le donne si sono proposte come protagoniste di dibattiti e confronti sull’amministrazione cittadina. Un segnale di novità e di inversione di tendenza. Naturale l’appoggio (assolutamente imparziale) di associazioni come la Fidapa che nel settantesimo anno dal diritto di voto per le donne in Italia, e nell'imminenza delle elezioni amministrative in città ha pensato bene di promuovere un incontro dedicato alla rappresentanza femminile nelle istituzioni. «I talenti delle donne: una risorsa per la politica», è il tema dell'evento che si terrà domani alle 17,30 nella sala convegni del museo archeologico.
Parteciperanno all’iniziativa, in rappresentanza delle cinque formazioni politiche che si presentano al voto di giugno per il governo della città, Patrizia Bigi (Coalizione di centrodestra che sostiene il candidato sindaco Settimo Nizzi), Lucia Nigro (L’altra Olbia che sostiene Marco Balata), Maria Teresa Piccinnu (Movimento 5 Stelle, candidata sindaco lei stessa), Giovanna Spano (Coalizione civica e democratica che sostiene il candidato sindaco Carlo Careddu) e Lucia Tognotti (Alleanza civica che sostiene Vanni Sanna). Introduce i lavori la presidente della Fidapa, sezione di Olbia, l'avvocato Redenta Enne. Modera il dibattito la giornalista Caterina De Roberto.
«L'incontro – ha spiegato la presidente dell’associazione – nel rispetto degli scopi della Fidapa, non intende essere un dibattito di tipo elettorale ma vuole dare un contributo di riflessione sulla parità di genere nella rappresentanza politica, ancora lontana, sugli strumenti per raggiungerla e sulle politiche che, anche a livello cittadino, possono agevolare la partecipazione delle donne alla vita sociale, politica ed economica». La stessa presidente Redenta Enne ha anche spiegato che l'incontro, in considerazione del periodo pre-elettorale, e per evitare ogni possibile turbativa della par condicio, non prevede interventi da parte del pubblico. (red.ol.)
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