La Nuova Sardegna

Olbia

Due banditi picchiano un’ottantenne

di Guido Piga
Due banditi picchiano un’ottantenne

Tentata rapina in via Ponchielli: ferita una donna che vive con la sorella e un fratello invalido. Il coraggio di un ex poliziotto

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OLBIA. Hanno aperto la porta senza problemi, senza paura. Lo facevano sempre. Se qualcuno bussava, che chiedesse roba da mangiare o soldi, loro non si tiravano indietro. Ieri quella generosità, «così spiccata», come la definiscono i vicini, è costata cara a tre fratelli anziani, due donne e un uomo invalido, che vivono in via Ponchielli, una traversa di via Barcellona.

Due rapinatori sono entrati nella loro casa intorno alle 12,45, e hanno prima stordito e poi picchiato Anastasia Fodde, 82 anni, per farsi dare i soldi. Solo la pronta reazione della sorella, Pina, di un ex poliziotto e di un loro vicino ha evitato il peggio: i due banditi non hanno potuto infierire sulla loro vittima, e hanno dovuto lasciare precipitosamente la casa a mani vuote. Sulle loro tracce - si tratterebbe di due giovani sulla trentina, italiani in base alle poche parole che hanno pronunciato - ci sono i carabinieri del comando di Olbia. Anastasia Fodde è stata portata in ospedale dal 118, ma le sue condizioni non sono gravi: qualche ferita (un taglio al labbro) e un forte, comprensibile stato di choc. Come quello vissuto dal quartiere.

Via Ponchielli unisce via Barcellona all’area del parco Fausto Noce. Una via dritta, con case tirate su negli anni Settanta. La famiglia Fodde vive lì da anni. Originari di Buddusò, i tre fratelli sono cresciuti a Santa Mariedda. Vivevano dalla campagna, ora dalla pensione. Stanno insieme da sempre: le due sorelle, Pina e Anastasia, accudiscono il fratello, Lorenzo, invalido. I vicini li descrivono come persone buone, molto buone. «Hanno una generosità innata» dice Salvatore Mulas, poliziotto in pensione.

Spesso la loro casa veniva visitata di chi aveva bisogno: di un indumento, di qualcosa da mangiare, di qualche euro. Dividevano quello che avevano. I due banditi devono aver saputo di questa loro modo di fare. Devono aver pensato che in quella casa ci fossero molti soldi, e non è così. Ieri alle 12,45 hanno bussato. Ha aperto Anastasia. Non ha fatto in tempo a dire nulla che i due le hanno spruzzato uno spray urticante e poi le hanno messo un pezzo di panno sulla bocca, colpendola con forza. Non erano armati. Si è difesa come ha potuto, qualcosa è caduto per terra. La sorella, Pina, ha sentito i due banditi dirle: «Dicci dove sono i soldi». Anastasia gliel’ha indicato: «Prendete tutto, ma non fateci niente».

Pina è uscita in strada, ha urlato, ha chiesto aiuto. Sono accorsi l’ex poliziotto Mulas e suo figlio che vivono a venti metri dai tre fratelli, un altro vicino. I due banditi sono rimasti come sorpresi dalla reazione, anche intimoriti. Hanno strattonato Anastasia, poi Pina, infine hanno fatto cadere sulle scale all’ingresso di casa l’ex poliziotto che voleva fermarli. E sono scappati a piedi, senza nulla in mano: né soldi né gioielli.

I carabinieri hanno chiesto a Pina di ricostruire quei terribili minuti, e chi da sempre o da poco avesse frequentato la casa. Lei ha risposto, «due uomini di Santo Domingo che accudiscono nostro fratello, ma loro non sono bravi, sono bravissimi, e poi vengono marocchini, altri stranieri, e olbiesi: e a tutti, quando possiamo, diamo una mano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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