Esuberi, parte il mese di fuoco
Trattativa col Governo per ridurli. Decisivi nuovo contratto e Qatar
OLBIA. Nessun accordo, come era facile prevedere: Meridiana e sindacati non hanno trovato l’intesa su come ridurre gli esuberi annunciati dalla società, 955 su un organico di 1600 dipendenti. Si è chiusa così la prima fase, di 45 giorni, prevista dalla legge sui licenziamenti collettivi, la 223 del 1991. Da ieri si entrerà nella seconda fase, della durata di 30 giorni: un mese in cui azienda e sindacati saranno accompagnati, per trovare una soluzione, anche dal Governo, chiamato a dare - dopo aver trovato un partner per Meridiana (Qatar Airways) e aver concesso altri due anni di ammortizzatori sociali (quelli del fondo volo in aggiunta alla mobilità per i licenziati) - altri strumenti alternativi ai licenziamenti.
Sarà dunque un mese lunghissimo per Meridiana. Senza una serie di accordi, i licenziamenti potrebbero essere appunto 955. L’azienda ha confermato che gli esuberi potranno essere ridotti solo con l’ingresso in società di Qatar Airways, e perché questo avvenga è necessario che ci sia la firma di un nuovo contratto di lavoro: in questo caso, gli esuberi dei piloti si ridurrebbero a zero e quelli degli assistenti di volo, anche con i passaggi nella compagnia controllata Air Italy, passerebbero da 649 a 422.
Ma i sindacati, che chiedono che gli esuberi vengano considerevolmente ridotti, anche ieri hanno protestato perché Meridiana, proprio per il passaggio degli assistenti di volo ad Air Italy per l’estate, ha cambiato linea, escludendo i distacchi (pari condizioni rispetto a Meridiana). Una mossa che ha suscitato proteste e alimentato preoccupazione.
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