La nuova vita del museo archeologico
Per anni è stato un luogo quasi misterioso e poco frequentato. Ora il rilancio: quasi raddoppiate in un anno le presenze
OLBIA. Un po' teatro, un po' sala convegni, un po' aula didattica. Ma soprattutto museo. Uno Zelig in muratura, una struttura polivalente che fa numeri di tutto rispetto. La nuova vita del Museo Archeologico parte dai dati per dire che quello che per anni è stato l'oggetto misterioso, ora può vantare presenze importanti. L'incremento è di 1962 accessi nel 2015 rispetto al 2014, l'89,14% in più calcolato sul registro firmato dai visitatori all'ingresso del museo. Quasi il doppio per le visite, mentre si supera il 75% per le richieste di audio guide (2594 nel 2015, contro le 1477 del 2014). La struttura è inevitabilmente stagionale, il che indica un forte incremento della presenza turistica: i mesi con il maggior afflusso sono stati settembre (1013 presenze), agosto (703), luglio (731). Maggio tiene (496), mentre il crollo avviene tra novembre (34), dicembre (38) e gennaio (23).
Gli eventi. La chiave per rilanciare un luogo che faticava ad attirare turisti ed entrare nel cuore degli olbiesi, ha un'origine: il trasferimento nella struttura del Servizio Sport, Cultura e Spettacolo, che ha messo in agenda la missione di restituire alla città il suo museo. Da lì l'idea di fare della struttura di Peddone un contenitore di eventi, spettacoli, teatro e convegni, ma anche un'aula didattica.
«E' stato un lungo lavoro, in cui abbiamo iniziato a prevedere degli eventi all'interno del museo - spiega Eugenio Basolu, responsabile del Servizio -. Penso all'assemblea generale Medcruise dell'ottobre scorso, oltre cento delegati dei porti del Mediterraneo, Mar Nero, Mar Rosso e vicino Atlantico, 30 tour operator e agenti generali, con 20 Paesi rappresentati».
Spazio espositivo, con i resti delle navi romane, ma soprattutto contenitore di eventi: gli ultimi due in ordine temporale la mostra fotografica sull'antifascismo a Olbia e Monumenti aperti. «Il museo nonostante sia vicino al centro storico ha sempre avuto un problema di collocazione e accessibilità per i turisti ma anche i cittadini - sottolinea Basolu -. Non è mai stato considerato una vera struttura culturale e ha avuto necessità di nuove strategie di comunicazione per imporlo all'attenzione della gente».
Ecco dunque una pagina Facebook (lo si trova linkando sotto Assessorato allo Sport, Cultura e Spettacolo del Comune di Olbia), comunicati stampa, divulgazione di eventi in serie anche attraverso una specifica newsletter. In più un contatto costante con l'ufficio informazioni turistiche per convogliare i turisti. POCHE RISORSE. Tutto questo con poche risorse economiche a disposizione. Sette anni fa il bilancio metteva a disposizione degli assessorati coinvolti circa un milione di euro.
Quest'anno le risorse a disposizione toccano a malapena i 120 mila euro. «Molti ci dicevano che non conoscevano il museo, abbiamo cercato di farlo riscoprire - continua Basolu -. In occasione delle crociere programmiamo delle aperture straordinarie, in modo da intercettare i flussi turistici. Poi con le mostre temporanee, le serate a tema e anche i corsi gratuiti di inglese abbiamo cercato di coinvolgere nelle attività del museo archeologico anche gli olbiesi che non lo frequentavano».
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