Boschi: «Carlo, esempio di onestà e concretezza»
La titolare delle Riforme in città a sostegno della campagna del centrosinistra Il candidato sindaco Careddu: con il governo Renzi lavoro corale e buoni risultati
OLBIA. «Carlo è l'esempio della buona amministrazione e dell'onestà. Incarna il riformismo e la concretezza. Per costruire una città moderna abbiamo bisogno di un sindaco come lui». La ministra delle Riforme Maria Elena Boschi saluta così il candidato a sindaco della Coalizione civica e democratica, l'avvocato Careddu, vicesindaco uscente della giunta Giovannelli, alla guida del Comune. Il ministro è arrivato in città a sostegno della campagna elettorale del centrosinistra.
Meridiana. Prima di parlare alle quattrocento persone che hanno riempito il cinema, la Boschi, con il parlamentare Giampiero Scanu e lo stesso Carlo Careddu, ha incontrato una delegazione di lavoratori di Meridiana, ai quali ha assicurato l'impegno per portare a conclusione l'accordo con il Qatar nell'operazione di rilancio della compagnia aerea.
Franco Monaco, della Cgil, ha chiesto alla ministra «l'unica cosa che può segnare l'esito della vertenza». Cioè che nei prossimi 30 giorni «non dobbiamo essere lasciati soli nel confronto con l'azienda». Monaco ha spiegato che le convocazioni saranno fatte dal ministero del Lavoro, «con il quale si fanno solo i calcoli dei licenziandi» e ha chiesto la partecipazione del Mise e del Mit, «unici interlocutori con i quali è possibile coinvolgere il Qatar perché il suo ingresso determini da subito un rilancio delle attività di volo e di manutenzione. Solo così sarà possibile incidere in modo importante nella riduzione degli esuberi». La Fit-Cisl ha chiesto che le istituzioni si adoperino per fare in modo che anche una rappresentanza del Qatar possa partecipare agli incontri. Mentre Agostino Putzu (Cobas) ha proposto di sollecitare Meridiana Maintenance per capire quali intenzioni operative abbia per il futuro in Sardegna.
Il Tribunale. Al termine della manifestazione elettorale Maria Elena Boschi ha incontrato una delegazione di avvocati che le hanno presentato l'esigenza di riorganizzare il sistema giudiziario locale.
Le difficoltà. Intervenendo al cinema, la ministra si è soffermata sulle scelte del governo Renzi. Sulle riforme ha ribadito che «in questi due anni abbiamo dovuto recuperare quello che non si è fatto negli ultimi vent’anni». Non è stato facile e non lo sarà ancora in tempi brevi: «C’è ancora molto da fare, abbiamo dovuto confrontarci con una crisi grave del Paese, tuttavia cominciano a vedersi i primi segnali di miglioramento. Non siamo ancora del tutto fuori».
Dieci anni. La Boschi si è poi soffermata sull’allontanamento dei cittadini dalla politica. «È sentito ovunque – ha detto –. Ma dobbiamo e possiamo battere l'antipolitica solo rispondendocon la buona amministrazione». Boschi ha poi ricordato che ci sono risorse importanti destinate dal Governo alla Gallura e alla Sardegna. Per metterle a frutto «c’è bisogno di buoni amministratori con le caratteristiche di Carlo Careddu, onesti, con il gusto di stare con la gente e capaci di decidere». In queste capacità occorre accompagnare la possibile svolta della città, ha detto il parlamentare Gian Piero Scanu: «Attenzione, le potenzialità di Olbia per i prossimi dieci sono straordinarie».
Lavoro corale. Nell’agenda della crescita c’è il Mater: «È la speranza per la città e il territorio – ha sottolineato Carlo Careddu –. È il risultato della buona politica, del lavoro corale tra la città, la Regione e il Governo». Così è stato, ha ricordato il candidato sindaco, per il finanziamento dei 125 milioni destinato al piano Mancini per il riassetto idrogeologico. Dopo avere auspicato per il futuro della Boschi l'accesso al soglio del Quirinale come prima donna presidente della Repubblica, il parlamentare Gian Piero Scanu le ha strappato l'impegno di tornare tra un anno per inaugurare il Mater, e sancire così il risultato dell'impegno dichiarato in città dal presidente del Consiglio Matteo Renzi proprio il 28 maggio dello scorso anno.
Selfie. Applausi e finale con sequenza di una decina di selfie. Niente domande per i giornalisti, respinti al termine dell’inziativa oltre il portone di sicurezza del cinema con una riserva di scorrettezza messa a frutto da qualche addetto alla protezione (dalle domande).
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