I candidati e le coste da salvare: «Ora liberiamo Capo Ceraso»
Teresa Piccinnu (5 Stelle) e Marco Balata (L’altra Olbia) hanno risposto all’appello del comitato Il caso della recinzione metallica realizzata dalla società Edilizia alta Italia di Marina Berlusconi
OLBIA. Oggi le reti, forse domani il cemento. Una prospettiva allarmante incombe su Capo Ceraso, uno degli angoli più belli della costa olbiese. Tanto bello e tanto a rischio che il problema della tutela della costa non poteva restare fuori dalla campagna elettorale. Da qui l’iniziativa promossa dal comitato “Liberiamo Capo Ceraso”: un confronto a viso aperto tra i cinque candidati sindaci. Ieri mattina a Poltu Itellu i candidati presenti erano solo due: Teresa Piccinnu del Movimento 5 Stelle e Marco Balata di L’altra Olbia. Il confronto si è svolto lo stesso, moderato da Lidia Fancello.
Il presidente del comitato, Salvatore Pedde, ha illustrato ai due candidati la situazione allarmante che riguarda l'estrema punta di Capo Ceraso, proprietà privata, recintata per chilometri da una rete che a tratti corre anche sugli scogli. La rete non sarebbe a norma di legge: per esempio, non rispetta i 40 centimetri dalla linea di terra per il passaggio libero di piccoli animali come le tartarughe, si addentra anche all'interno dei terreni suddividendoli con cancelli. Quei terreni inoltre sono i protagonisti di cause e inchieste giudiziarie. La proprietà per buona parte appartiene al gruppo Edilizia Alta Italia Srl di Marina Berlusconi, che ha sempre pronto in un cassetto il progetto Costa Turchese: 280 mila metri cubi, fra villette, alberghi e approdi per yacht. Il gruppo Edilizia alta Italia, per scongiurare l'usucapione dei terreni ha recintato le sue porzioni di terreno o almeno ciò che ritiene tali. Attualmente l’area presenta un reticolato che racchiude in tre grandi porzioni un territorio di 23 mila metri quadrati e che di fatto impedisce la fruizione delle calette a mare, da sempre frequentate da olbiesi e turisti. I due candidati hanno risposto alle domande e, almeno nelle intenzioni, hanno abbracciato la causa del comitato. Con alcuni distinguo, però: Teresa Piccinnu pur assicurando il proprio interesse per la tutela di quel territorio, già sottoposto a vincolo paesaggistico, mai si spingerebbe a un aperto contrasto con le istituzioni; Marco Balata invece ("contaminato" dai suoi compagni di percorso indipendentisti), si è detto pronto a dare battaglia se dovesse presentarsi l'occasione.(m.b.)
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