La Nuova Sardegna

Olbia

«Ci sono troppe anomalie, ripartiamo dall’anno zero»

di Giampaolo Meloni

La priorità assoluta: rivisitare tutti i contratti dei servizi essenziali per i cittadini «I partiti devono tornare a casa, prima del voto presenteremo i nostri assessori»

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OLBIA. «Emozione e innovazione», ecco il binomio d’esordio del Movimento 5Stelle nelle elezioni comunali della città. Maria Teresa Piccinnu, commercialista, candidata sindaca, spiega così l’esperienza iniziata ufficialmente lo scorso 18 marzo con la certificazione della lista e l’assunzione del logo che ha distinto il movimento dal meetup, fino ad allora cuore delle battaglie di radicamento: «Abbiamo mostrato di dare un segno di discontinuità, lanciato una sfida etica, cosa che le altre forze politiche non si aspettavano». Marchio impresso anche nella campagna elettorale, «aprendo le porte alla cittadinanza per la formazione della squadra di governo, cercando di scegliere, attraverso i curriculum presentati, le persone migliori in base al ruolo che ricopriranno».

La giunta. Una scelta, quella della formazione di governo, che la riduzione degli assessorati imporrà ancora più selettiva, spiega la candidata: sarà presentata pubblicamente alla vigilia del voto. «Perché andremo al ballottaggio», è certa Maria Teresa Piccinnu. Con chi? «Con chi arriverà secondo». Eccesso di ottimismo? «Non ce lo dicono i sondaggi ma le strette di mano delle persone che incontriamo e ci incoraggia. Un consenso che non pensavamo di riscontrare così ampio». Ecco perché innovazione e passione. Il Movimento 5Stelle sarà la sorpresa della competizione? «La sorpresa l'avranno certe persone che per la prima volta dovranno tornare a casa e trovarsi un lavoro».

Niente alleanze. Neppure al ballottaggio. Scelta categorica. Precisa la Piccinnu– «Nessuna, anche nella malaugurata idea che non dovessimo arrivarci. Noi ci doniamo alla città. Se siamo qui è proprio perché vogliamo scardinare questi partiti. Devono tornare tutti a casa». Compresa la compagine della continuità, ossia il centrosinistra. «Dovevano stare fermi un giro – incalza la candidata sindaca del M5S –, invece si ripresentano con il vicesindaco uscente, cosa gravissima: avrebbero dovuto dare un segno di pudore verso una cittadinanza che è stata martoriata, non solo dagli eventi naturali ma da una malagestione anche della fase dell'emergenza, lo dice la storia. Quindi non possiamo non essere coerenti e evitare ogni alleanza al ballottaggio». Se il M5S non ci arrivasse? «In quel caso, del tutto improbabile, daremo al nostro elettorato l'indicazione di seguire la propria coscienza e votare liberamente»

Che fare. La modalità operativa del M5S si chiama democrazia partecipata: «Non più progetti calati dall'alto, come per esempio il piano Mancini, che probabilmente sarà la più grande opera incompiuta di Olbia». Ma in primo luogo si deve «affrontare l’emergenza lavoro, con uno sportello anticrisi, gratuito, che permette di dare una mano concreta alle persone in difficoltà». Punti fermi: l’abolizione di Equitalia (per la riscossione dei tributi comuali), il microcredito, la facilitazione ai fondi europei, il sovraindebitamento, un riesame del rapporto con Abbanoa.

Le varianti. Il M5S conta molto il turismo: «Vogliamo creare un organismo interassessoriale perché quello del turismo possa costantemente dialogare con gli altri e interagire, passando per la riqualificazione del centro storico, sia sul fronte del recupero edilizio e sia nella costruzione di un brand di qualità dei prodotti locali con una rete di negozi riconoscibile per i visitatori e la città «che dovrà guardare verso il mare e che cercheremo di cambiare (non siamo per la cementificazione) con le varianti urbanistiche che abbiamo pronte, comprese quelle per il porto turistico e il lungomare», spiega la Piccinnu. Obiettivo: «Una programmazione almeno ventennale, basata su un piano elaborato da un organismo terzo».

Il ruolo. Una città che guarda al futuro e pensa ai giovani («ci sarà una consulta che affiancherà l’amministrazione»), deve avere «un ruolo centrale, mentre oggi deve fare i conti con il tribunale che non c’è (e noi lo vogliamo in città), l’autorità portuale, il porto e l’aeroporto nei quali Olbia non conta, la gestione del Cipnes in parti della città: queste sono anomalie che vanno superate rapidamente». Pugno duro sul fronte dei rifiuti. «Sì, niente discariche abusive – prefigura Maria Teresa Piccinnu –, e metteremo mano al contratto con la De Vizia e dove ci sono elementi critici vorremmo far pagare le inadempienze,. Sia chiaro, nulla a che vedere con i dipendenti, che possono contare sulla nostra piena solidarietà». Un rovesciamento della città consolidata che poggia su due assi, i primi dell’impalcatura politica e amministrativa promessa dai Cinquestelle: «Una città solidale che non dimentica fasce deboli e disabilità perché nessuno deve rimanere indietro». Ma il motore d’avvio sarà accesso nella macchina amministrativa: «L’azione di governo preliminare sarà la ricognizione di tutto, partire dall'anno zero. Vogliamo vedere tutti i contratti principali dei servizi primari della città, resttiuire ruoli e responsabilità al personale interno, superarelo scollamento dell'amministrazione con la città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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