Beni culturali da riscoprire si punta su web e database
La priorità del Movimento 5 Stelle: agibilità e riorganizzazione degli spazi «Il museo archeologico deve diventare il punto di riferimento di un sistema»
OLBIA. C’è anche il patrimonio culturale al centro della campagna elettorale. Il prossimo sindaco amministrerà beni di valore ma spesso in cattivo stato di conservazione e per nulla valorizzati a dovere. Manca una struttura pilota, un centro di gravità, e una proposta arriva dal Movimento 5 Stelle. «La gestione del comparto culturale deve partire da un punto di riferimento – dicono il candidato sindaco Teresa Piccinnu e Milena Fadda, aspirante consigliere comunale – per questo, abbiamo pensato al museo archeologico: struttura imponente, ma allo stato attuale non pienamente fruibile per inagibilità e accreditamento regionale mai pervenuto. Ripartiremo dall'agibilità e dalla riorganizzazione degli spazi museali, per garantire alla cittadinanza un centro di interesse pubblico e l'attrattiva culturale che merita».
In casa 5 Stelle per la valorizzazione dei beni culturali si pensa a percorsi integrati, che coinvolgano il museo e i luoghi di maggiore interesse storico-culturale: le tombe dei Giganti, S'Imbalconadu, Cabu Abbas, Pedres. «Per realizzare questo progetto – dicono le candidate – è necessario creare un database con i vari punti di interesse. L’accesso ai contenuti degli itinerari integrati sarà possibile attraverso la consultazione dei dati all’interno del museo stesso e all‘ingresso di ciascuna area archeologica, mediante pannelli tradizionali posti in prossimità dei punti informazione-porta dell’itinerario, ma soprattutto attraverso la creazione di un portale web in cui siano disponibili i dati delle aree archeologiche, nonché di un’applicazione, scaricabile dal sito o nel punto di accoglienza all’interno del museo, contenente audioguide. La vera innovazione sarà poi nella gestione dei contenuti specifici, tramite cartellonistica fisica e materiale promozionale cartaceo». «Sempre per quanto riguarda i beni archeologici – aggiungono Teresa Piccinnu e Milena Fadda – è nostra ferma intenzione investire sulle eccellenze presenti sul territorio. Olbia ospita da tempo la facoltà di Economia del turismo: intendiamo aprire un confronto con l'Università di Sassari per l'attivazione di una borsa di studio: chiediamo ai nostri studenti e docenti, quindi, di mettere in luce criticità e risorse del territorio, per valorizzare il percorso di studi intrapreso dai giovani. È da valutare anche la possibilità di concessione di aree ad uso commerciale, in prossimità di siti di interesse storico o naturalistico, quali il parco fluviale del Padrongianus e il Pozzo Sacro, la cui gestione può essere effettuata su base concordata e con la supervisione del Comune». (red.ol.)
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