La Nuova Sardegna

Olbia

«Diamo alla nostra città un futuro da protagonista»

di Serena Lullia

Puc, lungomare, Mater, rete metropolitana, Port authority le chiavi della crescita Il giovane avvocato: «In cinque anni abbiamo creato tanti progetti di qualità»

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OLBIA. Con coraggio si è sottoposto al giudizio del popolo di centrosinistra vincendo le primarie. Una investitura che in modo democratico lo ha portato a essere il candidato sindaco del Pd. Ma Carlo Careddu, avvocato, 39 anni, cinque anni da assessore all’Urbanistica, è andato oltre il Pd. Uomo del dialogo ma con una forte determinazione ha creato una coalizione in cui il rosso dei partiti convive con le liste civiche. Uomini e donne con la tessera, insieme a cittadini senza colore, pronti a mettere a disposizione della città che amano competenze e valori.

Il piano Mancini. Nessun passo indietro rispetto al Piano anti-alluvione, adottato dal Consiglio e finanziato dal Governo. «Nessuno può garantirci che il nostro territorio non sarà più colpito da una alluvione – afferma Careddu –. Oggi abbiamo un piano approvato e finanziato di cui molti parlano a sproposito nel tentativo di strappare un voto in più. A me non interessa tutelare un piano piuttosto che un altro. Ma che l’ente terzo, cioè l’autorità idraulica regionale, abbia deciso per la proposta migliore per la città. Queste sono cose su cui non si può scherzare. Abbiamo contato i morti per l’incuria e l’incapacità della politica, di quella politica che oggi vorrebbe cancellare la soluzione al problema, respingere al mittente il lavoro fatto e perdere i finanziamenti. La conseguenza sarebbe una: Olbia non verrà mai più messa in sicurezza. Per questo piano sono stato minacciato di morte, sono arrivate pallottole in Comune. Nonostante ciò andrò avanti, perché non si ripeta la sciagura del 18 novembre 2013 e del primo ottobre 2015. Pesante eredità di una politica che non ha saputo guardare alla sicurezza, ma solo a promuovere la monocoltura del mattone».

Olbia città guida. La nuova amministrazione si insedierà in un momento molto delicato. La morte della provincia, la nascita della Rete metropolitana, l’Autorità portuale a rischio. «Forse sono ottimista ma evidentemente sto lavorando per raggiungere l’obiettivo di conservare la sede della Port Authority a Olbia, un risultato che credo sia a portata di mano». Careddu si dice pronto a fare del comune il leader naturale del territorio. Condizione necessaria per avviare la Rete metropolitana, surrogato della vecchia provincia. «Non so quanto i cittadini siano interessati alla città metropolitana o alla rete metropolitana. Chiedono di avere servizi e qualità. A loro interessa che l’economia sia florida. La frontiera mi sembra quella di metterci insieme. Olbia ha un ruolo di leadership naturale e deve averlo anche sul piano politico e istituzionale. In passato sono stati commessi errori che abbiamo pagato a caro prezzo. Di chi con la politica del “pallone è mio e il rigore lo tiro io” ha isolato la città e solo oggi in campagna elettorale veste i panni del mediatore e del buon padre di famiglia».

Onestà vs antipolitica. Contro l’antipolitica che negli anni ha svilito il diritto di voto e allontanato i cittadini dalle urne Careddu contrappone il valore dell’onestà. Non a caso il giovane aspirante cittadino ha scelto come slogan “Olbia merita un sindaco giovane, onesto, competente”. «Tanti che parlano alla pancia della gente usano i clichè che i politici sono tutti ladri, incapaci, disonesti. Io rispondo che prima del professionista, del dipendente, del politico c’è l’uomo. Noi portiamo in politica quei principi che ci costituiscono nella nostra essenza di uomini, la democrazia, il vivere insieme, la trasparenza, la legalità».

Operazione verità. Careddu non cede al richiamo delle promesse elettorali, format usurato ma sempre di moda. «Promettere milioni di euro è fin troppo facile, soprattutto facendo intravedere un futuro più felice. In 5 anni abbiamo portato a casa molti fondi europei grazie a progetti di alta qualità. Quando sono arrivato non ce n’era uno». Lancia poi una operazione verità «su chi oggi si presenta come salvatore della patria, parla di futuro ma dimentica di avere un passato che ha lasciato una pesante eredità. Parlo di Settimo Nizzi. Una politica poco attenta all’ambiente. Ricordo la sua idea di realizzare un deposito di idrocarburi grande come 10 campi di calcio o il tentativo di far arrivare a Olbia dieci navi cariche di percolato quando era al Cipnes. E ci sono poi gli espropri andati a male di via Nanni e piazza Nassirya; i parcheggi di piazza Mercato in cui sono stati spesi milioni di euro e per i quali servono altri 300mila euro. Il progetto di gestione dei cimiteri per cui nessuno poteva acquistare un loculo, il contratto per la posa della rete del gas che ha ridotto le strade a un colabrodo».

Verso il ballottaggio. Quasi scontato l’approdo della Coalizione civica e democratica al ballottaggio. «Al ballottaggio il sostegno lo chiederò alla città – conclude Careddu –. Per una squadra formata da persone di esperienza ma anche di tanti giovani figli di Olbia che vogliono portare in Comune quelle doti di competenza e onestà che spesso sono mancate alla politica. Nella nostra coalizione c'è quella nuova classe dirigente che non ha bisogno di photoshop e a cui nessuno può fare la morale».

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