La Nuova Sardegna

Olbia

Documentario sull’ex artiglieria: i ricordi del parco abbandonato

di Dario Budroni
Documentario sull’ex artiglieria: i ricordi del parco abbandonato

Oggi al museo sarà proiettato il video realizzato da un gruppo di giovani che sogna il rilancio dell’area Il protagonista Leonardo Azzena rievoca la storia del polmone verde in attesa di riqualificazione

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OLBIA. Nascosto dietro le case e coperto da una sopraelevata. La città ha un parco di nove ettari, ricco di piante e viali alberati, ma quasi nessuno è mai riuscito a metterci piede. È l’ex artiglieria Santa Cecilia. Un pezzo di storia che nel 2013 si è trovato a un passo dalla riqualificazione. Un sogno tornato subito nel cassetto dopo il passaggio del ciclone Cleopatra. Tutta l’area si ritrovò infatti coperta di fango. E adesso, e finché la città non sarà messa in sicurezza, tutto resterà bloccato. Ma intanto oggi alle 18.30 al museo, il gruppo di lavoro che aveva presentato un progetto di riqualificazione, rispondendo alla chiamata del Comune, proietterà un video-documentario realizzato nel 2013. Il protagonista è Leonardo Azzena, classe 1928, che per anni ha lavorato e anche abitato nell’artiglieria di Olbia.

Il progetto. Nel 2013 un gruppo di giovani si era rimboccato le maniche per dar vita a un percorso di progettazione partecipata, che ha poi preso il nome di «Ex_Art». Un percorso sollecitato dall’assessorato all’Ambiente guidato da Giovanna Spano. L’obiettivo era quello di coinvolgere la cittadinanza e le scuole e condividere proposte e progetti per puntare a riqualificare una delle aree più affascinanti della città. Praticamente a costo zero, con l’impegno gratuito di giovani creativi.

La testimonianza. Il gruppo «Ex_Art» ha deciso di tenere sempre vivo il sogno della riqualificazione. Così oggi proietterà il video-documentario che ha come protagonista Leonardo Azzena, impiegato dell’artiglieria fino al 1979. Teltese, ma olbiese di adozione, l’uomo racconta la vita all’interno della Santa Cecilia. Un’area vasta, con 14 costruzioni del periodo bellico tra magazzini, depositi e alloggi militari. «Tutto era molto diverso – racconta Leonardo Azzena –. I pescatori risalivano addirittura il fiume in barca. L’artiglieria di Olbia era molto importante, aveva infatti sostituito quella della Maddalena. In alcuni anni ci lavoravano anche cento persone. Cosa facevamo? Un po’ di tutto, ma in particolare raccoglievamo bossoli e armi della guerra». I ricordi di Leonardo Azzena sono lucidissimi. «Era come un grande giardino, con alberi, orti e tante specie di piante– continua –. Ricordo che negli anni Settanta venne a farci visita anche Giulio Andreotti, che ai tempi era ministro della Difesa». Ora l’artiglieria, che ospita non pochi reperti archeologici, è costantemente vigilata per evitare l’accesso di sbandati e senzatetto. Ma la riqualificazione è ancora lontana. «Io sono andato in pensione nel 1979 e poi è stata chiusa - conclude Azzena -. L’artiglieria è un patrimonio della città, spero che un giorno venga sfruttata».

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