«In sei mesi il nuovo Puc E musica sino alle due»
La sfida dell’attuale parlamentare eletto per la prima volta al Comune nel ’97 «La città non può fare l’asso pigliatutto: la difesa dei servizi si fa col territorio»
OLBIA. Eredità pesante? Passato scomodo? «Macché, semmai ho il rammarico che chi è arrivato dopo di me non sia riuscito a spendere e fare per la città più di quanto abbia fatto io». Settimo Nizzi, l’uomo “già tutto”, o quasi (dieci anni sindaco con due mandati, presidente del consorzio industriale, consigliere regionale e ora parlamentare di Forza Italia) ci riprova a salire sulla poltrona più alta del governo cittadino. Il ritorno di Nizzi. Non è troppo? «Assolutamente non è troppo. Ho più voglia, più energie e soprattutto l’orgoglio di volere lavorare ancora con maggiore determinazioneper la mia città. Quando uno ha dimostrato negli anni di essere stato capace di amministrare bene per la propria comunità, ha il dovere di riproporsi».
Urbanistica. Dopo avere abbattuto il pano Mancini, che non gi piace affatto «perché non risolve i problemi, anzi costa tanto e peggiora la situazione nell’agro e nell’area urbana con le vasche di laminazione», come ha ripetuto in campagna elettorale, cosa metterà in agenda del suo mandato se sarà nuovamente sindaco? «Entro 180 giorni dall’elezione avremmo il nuovo Piano urbanistico comunale». Insomma, un recupero alla grande, quello che ipotizza Nizzi dopo cinque anni di assenza dall’assemblea civica che persino tra i suoi gli sono stati rinfacciati. Venne rieletto perché la sua terza volta incontrò il più massiccio successo di Gianni Giovannelli. Ma dopo le prime riunioni di consigoio comunale cominciò a rarefare la propria presenza in aula.«Sono stato assente per scelta, dopo l’aggressione verbale senza limiti che ho ricevuto le prime volte. Ma non mi spaventai né mi spavento ora. Anzi».
NIente alleanze. Partenza spedita verso il palazzo municipale, senza bisogno di spalle politiche. Certezza granitica sul traguardo del ballottaggio: «Apparentamenti? Ma no. Ci spiace non essere stati capaci di condividere con altri il nostro programma. Noi collegamenti non ne facciamo. Siamo noi, e basta». Poi? «Decideranno i cittadini, che già sanno come comportarsi – e ottimista rimanda –: Si vedrà la sera di lunedì 6».
Programma. Su cosa punta il proprio impegno per il futuro della città? «Cominciamo subitose con l’immediata riqualificazione della città, iniziando dal centro storico, condividendo con commercianti e residenti le migliorie da portare». Misure grandi e piccole, «ma importanti, come il verde, le panchine, i trasporti: abbellimento e funzionalità per i quali contiamo di destinare un sostanzioso investimento». Operazione complessa nel progetto Nizzi, che prevede anche «la riduzione della tassazione locale, delle imposte locali in particolare per le attività commerciali del centro, in virtù dell’assunzione di dipendenti e dell’abbellimento dei negozi». Incentivazione destinata anche ai proprietari degli immobili che si impegneranno al cambio della destinazione d’uso dei locali (da abitativo a commerciale) per dare beneficio alla riqualificazione «per fare del centro storico il vero cuore pulsante della città». A seguire, viale Aldo Moro, via Roma, via Veneto.
Il mantra del parlamentare aspirante sindaco è “due milioni”. Ossia? «Abbiamo già stabilito: la prima cosa sarà, riducendo l’attuale spesa, di istituire un nuovo capitolo, attraverso una normativa coerente, nazionale, regionale, locale, in favore dei lavoratori svantaggiati, con disabilità e chi è vicino alla pensione»
Ora tarda. Musica sino alle due del mattino nei locali pubblici. «Perché tutte le altre comunità finiscono alle due del mattino le notti d’estate e da noi hanno anticipato la chiusura di un’ora? La gente d’estate si vuole divertire, ha voglia di stare fuori. Noi riportremo l’orario alle due.Naturalmente seguendo la normativa per le emissioni sonore». Spiega Nizzi: «Noi vogliamo che i nostri ragazzi siano sicuri e stiano in città, senza dovere andare altrove per sentire la musica, stare bene, divertirsi».
Meridiana e territorio. La città perde pezzi, che dice? «Siamo per l’aggregazione territoriale e per la difesa dell’esistente. Non possiamo distruggere la matrice gallurese, che è fatta da tantissime comunità. Olbia non deve fare l’asso pigliatutto, deve condividere e difendere la sanità pubblica, il sistema giudiziario, le infrastrutture. Non possiamo permettere che il presidente Pigliaru decida di cancellare la nostra Autorità portuale». Il resto? «Difesa a oltranza di Meridiana: dobbiamo dire chiaramente, si fa un sacrificio ma meglio se in questo momento vanno a casa quattrocento persone, con quattro anni di possibilità di ricollocamento piuttosto che fare fallire o chiudere la nostra azienda privata principale. Faremo di tutto per salvaguardar la, per il rispetto di tutti, lavoratori e Aga Khan».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google