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Olbia

Diritti e lavoro, la grande sfida della Cgil

Diritti e lavoro, la grande sfida della Cgil

La festa a Santa Lucia per promuovere la proposta di legge di iniziativa popolare e i referendum

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OLBIA. Il 2 giugno della Cgil gallurese ha il sapore della grande festa di popolo. Ieri intorno alla chiesetta campestre di Santa Lucia si sono ritrovate centinaia di persone per celebrare il 70° anniversario della nascita della Repubblica e, soprattutto, per presentare la “Carta dei diritti universali del lavoro”, il progetto di legge di iniziativa popolare (supportato da ben tre referendum) per un nuovo Statuto dei lavoratori.

La grande festa dell’orgoglio Cgil a Santa Lucia ieri è cominciata di mattina con l’apertura degli stand per la sottoscrizione della Carta dei diritti e per la firma per i referendum. Quindi l’allestimento della mostra fotografica in collaborazione con l'Anpi, la fondazione Berlinguer, con l'Istituto studi dell'antifascismo sardo e l'Istituto Gramsci, esposizione di trecento fotografie in bianco e nero per ripercorrere le tappe della Resistenza e del viaggio della Sardegna verso la democrazia. A seguire il tradizionale pranzo sociale intorno alla chiesa e alle cumbessias.

Nel pomeriggio un flash mob organizzato dal centro antiviolenza Prospettiva Donna all’insegna del motto «Chi colpisce una donna colpisce tutte noi». Con la regia della presidente Patrizia Desole, sono stati quindici minuti di sensibilizzazione sociale (presenti adulti e bambini) per richiamare l’attenzione sulla tragedia del femminicidio

Sempre nel pomeriggio, un momento di riflessione e discussione: una tavola rotonda per illustrare il progetto di legge di iniziativa popolare (e i relativi referendum) sulla Carta dei diritti del lavoro. Alla tavola rotonda hanno partecipato il segretario nazionale della Cgil Nino Baseotto, il segretario regionale Michele Carrus e il segretario provinciale Luisa Di Lorenzo. Il dibattito è stato coordinato dal giornalista Marco Bittau (La Nuova Sardegna). Baseotto, Carrus e la Di Lorenzo hanno illustrato nel dettaglio la Carta dei diritti universali del lavoro e, soprattutto, hanno discusso a lungo sul presupporto che ha indotto la Cgil a lanciare la sfida di un nuovo Statuto dei lavoratori. «La battaglia per i diritti – hanno spiegato i dirigenti della Cgil – si traduce nell’estendere i diritti a chi non ne ha e nel riscriverli per tutti. Quelle regole, insomma, che garantiscono la dignità dei lavoratori e che trovano tutela nella Costituzione».

Per sostenere questa battaglia tutta la Cgil gallurese è impegnata da circa due mesi a promuovere la raccolta delle firme non solo nei tradizionali luoghi di lavoro ma anche nelle piazze, nei mercati, davanti agli ospedali, le università, le scuole della città e della provincia per invitare i cittadini e le cittadine a sottoscrivere la Carta dei diritto. «Un'iniziativa di grande valore civile e sindacale – dicono Baseotto, Carrus e la Di Lorenzo – che ha l'ambizione di riscrivere il diritto del lavoro dopo decenni di riforme neo-liberiste, dalla Legge Fornero in poi. La sfida che la Cgil lancia, è quella di proporre il lavoro ancora come punto di riferimento della società, come elemento di creazione della ricchezza del nostro Paese e anche come presupposto irrinunciabile per la vita dignitosa delle persone.

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