Incidente nella notte, giallo sui fuggiaschi
Giovane distrugge tre auto, poi racconta di due amici a bordo che si sarebbero allontanati: denunciato per falso e droga
OLBIA. Un’Audi A3 lanciata a forte velocità, in una via del quartiere San Nicola, alle 3 del mattino. Prima colpisce una Panda, facendola volare e cappottare; poi centra un’Opel Astra, distruggendola; infine sbatte contro il muro di recinzione di una casa e arresta la sua folle corsa.
Si sentono due boati potentissimi, come se fossero delle bombe. I residenti di via Biddau, anello di congiunzione fra via Veronese e via Petta, escono per strada perché - diranno poi - hanno avuto l’impressione che si trattasse appunto di un attentato, uno dei tanti che agita Olbia.
Sull’asfalto trovano invece tre auto distrutte, e da una di queste, l’Audi, esce del fumo all’altezza del motore. Ai lati della strada trovano un ferito, Michele Bono, 40 anni, olbiese. Lui dice loro, e poi lo ripeterà ai medici: «Sto male, non ero solo, due amici che erano con me in macchina sono scappati via, a piedi, aiutatemi, chiamate l’ambulanza». Bono viene soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale: non è in pericolo di vita, ha trauma facciale e trauma cranico.
Insieme al 118, in via Biddau arrivano i carabinieri del comando di Olbia e della stazione di Padru. Sentita la versione del ferito, si mettono sulle tracce dei due fuggiaschi, per i quali l’accusa sarebbe di omissione di soccorso. I militari identificano il proprietario dell’auto: è intestata a una società che si occupa di climatizzazione, e il cui titolare dice di averla prestata. Bono è la persona di cui fa il nome.
Qualcosa non torna. I carabinieri chiedono al ferito di dire chi fosse con lui. E lui dice di non ricordare. Viene sottoposto ai test: risulta positivo. Aveva bevuto e fatto uso di droga. Non era lucido. Le cose, per i carabinieri, tornano ancora meno. I residenti di via Biddau vengono sentiti, a più riprese. Tutti dicono di npn aver visto nessuno, tranne il ferito.
Un giallo in piena regola. Voci una dietro l’altra, per tutta la serata, attraversano la città. “C’era quello; no, c’era quell’altro”. Si parla di vip, di candidati. Infine arriva la svolta: Bono, in tarda serata, si presenta in caserma. Dice ai carabinieri che era da solo alla guida dell’Audi e che - come ha messo a verbale - si è inventato la storia dei due amici perché pensava di sfuggire all’arresto. I militari lo hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza, per l’assunzione di droga, per falso e danneggiamento.
Dice il colonnello dei carabinieri, Alberto Cicognani: «Il ferito era il conducente dell’auto. L’incidente l’ha causato lui, e con lui in macchina non c’era nessuno, come dimostrano i rilievi. L’affermazione secondo cui due amici sono scappati non era veritiera: nonostante le indagini e le ricerche, non ha trovato alcun riscontro. La confessione ha confermato la pista investigativa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
