In aula gli abusi edilizi in cimitero
Tre rinvii a giudizio. Le famiglie truffate si costituiscono parte civile
OLBIA. Ha preso il via ieri il processo sui presunti abusi edilizi nella costruzione delle tombe di famiglia nei cimiteri di Olbia e San Pantaleo. A giudizio due persone, una è deceduta nel frattempo, con una serie di accuse che vanno dall'abuso edilizio alla truffa aggravata, dall'appropriazione indebita al falso. Dietro le quinte del processo ci sono il disagio, l'amarezza e la rabbia delle vittime degli abusi, cioè i cittadini che legittimamente avevano acquistato, a caro prezzo, le tombe e che oggi hanno perso tutto. In più, oltre il danno, arriva ora la classica beffa: in quelle tombe le famiglie non possono tumulare i loro cari defunti. Qualcuno dei truffati addirittura aveva chiesto dei prestiti in banca per poter costruire la tomba. In ogni caso, le famiglie, difese dall’avvocato Giampaolo Murrighile, si sono costituite parte civile. Lo stesso avvocato Murrighile sottolinea come, a parte il processo penale, vada segnalata la posizione molto collaborativa da parte del Comune di olbia in questa vicenda. «Insieme a loro – dice il legale – si sta studiando una soluzione conciliativa». Che ovviamente non estinguerà comunque i reati eventualmente commessi.
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