Meridiana Pride, un concerto per dire no ai licenziamenti
Serata di musica e denuncia dei lavoratori contro il piano della compagnia aerea. Sul palco il meglio degli artisti isolani
OLBIA. Nessun sit-in, nessun corteo, nessuna protesta dall’alto di una torre. Questa volta le magliette rosse hanno scelto la musica per denunciare il loro dramma, l’ingiustizia sociale che oltre 900 lavoratori Meridiana stanno subendo e che dopo cinque anni di vertenza culminerà il 23 giugno con la scadenza della cassa integrazione, «e quindi, col licenziamento collettivo», dicono. Un concerto per sensibilizzare e spiegare agli olbiesi perché si è arrivati a questo punto, perché centinaia di famiglie resteranno senza lavoro, e che cosa rivendicano i dipendenti, quelli che oggi sono “gli esuberi”.
Sul palco allestito al Fausto Noce, il 9 giugno notte, al Meridiana Pride si sono alternati grandi artisti isolani, tutti hanno risposto alla chiamata di solidarietà a una delle vertenze più importanti dell’isola. E tutti si sono esibiti gratuitamente. «Non è una festa, è una denuncia sociale – spiega Mariano Contorno, assistente di volo, organizzatore della manifestazione, esubero come lo è anche la moglie – Sono state fatte delle scelte scellerate e la colpa non può ricadere sui lavoratori: nel 2011 Meridiana ha acquisito la compagnia aerea Air Italy, trasferendo in essa quasi tutta la nostra attività, e mettendo in cassa integrazione solo i dipendenti Meridiana. Così facendo l’azienda sta cancellando 53 anni di storia, professionalità e diritti acquisiti a favore di una compagnia molto più giovane – spiega ancora l’assistente di volo –. In questi cinque anni di vertenza abbiamo manifestato in maniera pacifica in tutte le sedi opportune: chiediamo l’unificazione delle due aziende, Meridiana e Air Italy, per riportare il lavoro all’interno di Meridiana, diminuendo il numero dei licenziamenti. I lavoratori hanno fatto la loro parte diminuendosi lo stipendio del 40 per cento in tre rinnovi di contratto e regalato flessibilità. Ora con una lettera ci chiedono pure di uscire volontariamente, come atto di responsabilità. È inaccettabile».
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La serata di denuncia, solidarietà e riflessione ha preso il via intorno alle 19 ed è andata avanti fino a notte fonda regalando alla grande folla riunita al Fausto Noce una bellissima serata di musica, con grandi artisti, presentati sul palco da Giuliano Marongiu. Ad aprire l’evento – trasmesso in diretta online da Radio Olbia –, Jessica Mazzoli, accompagnata dai Rouge, direttore artistico della serata. «È un momento difficile per Meridiana, dobbiamo essere uniti», ha detto la cantante. La serata è stata scandita dalle esibizioni di Elena Ledda, Giuseppe Masia, Piero Marras, Benito Urgu, i Collage, i Tazenda, Mario Garrucciu, Andrea Fratellini, Maria Giovanna Cherchi, i Gentiles, i Cordas e Cannas, la Tinto Brass Marching Band. Il meglio della musica sarda.
«Sono venuto a Olbia per conoscere Meri e Diana: non le ho trovate...», ha detto Benito Urgu, sarcastico e pungente.
A intervallare le esibizioni degli artisti, le testimonianze di alcuni lavoratori Meridiana: piloti, assistenti di volo e di terra, tecnici, impiegati. Ognuno ha raccontato la sua storia. Un pezzo di quei 35 anni di vita di Meridiana. «Il trasporto aereo è l’unica industria italiana col segno più, e a noi ci licenziano – incalza Alessandro Brandanu, assistente di volo ed Rsa – È un’ingiustizia sociale, perché il lavoro c’è. E noi oggi vogliamo farlo capire a tutti».
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