Politica ed economia, sale in cattedra Paolo Savona
TEMPIO. Sarà ospite del Liceo “Dettori” e poi, il giorno dopo, onorerà l’invito ricevuto dall’amministrazione comunale di Calangianus. Il professore Paolo Savona, ex ministro dell’Industria,...
TEMPIO. Sarà ospite del Liceo “Dettori” e poi, il giorno dopo, onorerà l’invito ricevuto dall’amministrazione comunale di Calangianus. Il professore Paolo Savona, ex ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato del governo Ciampi, sarà in città il prossimo 15 giugno. Porterà con sé l’ultimo suo libro (“Dalla fine del laissez-faire alla fine della liberaldemocrazia”), di cui parlerà, in una serie di incontri, con studenti e lettori.
Scritto durante un soggiorno di ricerca a Oxford, l’ultimo libro di Savona risente di quella speciale cornice intellettuale. Interlocutori e destinatari dichiarati del libro sono infatti i giovani, sul cui futuro l’autore s’interroga, facendo un po’ il punto su quella crisi di valori che sta permeando anche le prospettive economiche del pianeta. A caratterizzare l’incontro tempiese (Aula magna del Liceo “Dettori”, ore 18, incontro aperto) sarà proprio la presenza degli studenti che, avendo letto il testo di Savona, si confronteranno su temi di particolare attualità. Non potranno, ad esempio, non chiedersi quanto forti o inevitabili siano oggi le spinte del mercato verso le entità statali del nostro tempo o quanto possano dirsi ancora conciliabili (e in quale misura poi?) le due storiche ideologie politiche del liberalismo e della democrazia. La presenza degli studenti risponde ad una precisa esigenza di Savona, che sostiene più volte nel suo libro di volersi esplicitamente rivolgere a loro.
L’economista fa in un certo senso suo quel principio del filosofo morale Hans Jonas, per il quale ogni uomo del presente deve impegnarsi perché il mondo che lascerà in eredità alle nuove generazioni non sia peggio di quello nel quale ha vissuto.
Un compito difficile, soprattutto quando si esaminano fenomeni di natura economica, la cui realizzazione non chiamerebbe solo in causa le coscienze, ma anche la capacità di interpretare i segni del presente e di intervenire coraggiosamente su questi. Sarà quasi inevitabile che all’ospite non vengano rivolte domande sulle sue più che note posizioni in merito all’euro e alle correnti politiche monetarie. Proprio di questo parlò due anni fa in città quando, davanti ad un pubblico folto, presentò un altro suo libro. Era un Savona scettico, e tale è sicuramente rimasto, ma non sino al punto di azzerare del tutto gli spazi di quella che nell’ultimo libro chiama suggestivamente “utopia necessaria”.
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