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Olbia

Oncologia, si riparte: tra una settimana niente più trasferte

di Angelo Mavuli
Oncologia, si riparte: tra una settimana niente più trasferte

La Asl: «Mai chiuso il servizio al Dettori, soltanto sospeso» Biancareddu: «Ma non si specifica la giornata della ripresa»

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TEMPIO. L’attività del day hospital oncologicoo, riprenderà l’attività dalla prossima settimana. Lo precisa una nota dell’Asl nella quale, («incredibilmente, negando anche l’evidenza», come scrive in un altro comunicato il sindaco Biancareddu), si dice che: «il day hospital di Tempio non è mai stato chiuso e che dal 7 giugno, a causa della malattia di una figura altamente formata, l’assistenza è stata garantita da personale infermieristico nella sede centrale del servizio di oncologia aziendale, a Olbia. L’ambulatorio medico di Day Hospital di Tempio, invece, è rimasto attivo per le consulenze e le visite ai pazienti, tant’è che l’altro ieri, così come da calendario, l’ambulatorio era attivo con il medico oncologo e un infermiere. Dalla prossima settimana dunque il servizio ripartirà in modo completo: sia con le visite mediche che con la somministrazione dei farmaci antiblastici».

«Si tratta - dice Andrea Biancareddu -, di una autentica vergogna. Nel comunicato non viene specificata la giornata di ripresa. Ai pazienti percò non rimane altro da fare che tentare telefonicamente di avere notizie più precise dalla stessa Asl. La precisazione, però, è bizantina e cavillosa oltre ogni limite. Una ulteriore manifestazione di quanto poco interessino i pazienti ai burocrati che stanno governando l’Asl di Olbia e che rispondono a Cagliari piuttosto che ai cittadini. La stessa serve solo a interrompere i termini della mia diffida, ma non risolve in alcuno modo i gravissimi problemi dei malati oncologici costretti ancora a sottoporsi a lunghi viaggi per le cure. Tutto questo - dice ancora Andrea Biancareddu -, per l’incapacità dell’azienda a trovare un infermiere».

La vicenda aveva avuto inizio lunedì scorso, quando, senza alcun preavviso, i malati oncologici, provenienti anche da centri non appartenenti all’Asl di Olbia, avevano trovato il servizio oncologico del Paolo Dettori sbarrato. “Assenza di una unità infermieristica”, diceva un neutro avviso che serviva a gettare nella disperazione decine di malati, costretti a questo punto, o a tornarsene a casa senza avere effettuato la terapia, o a recarsi ad Olbia dove lo stesso avviso li indirizzava. Erano così arrivate le proteste sia a titolo personale da parte dei cittadini, sia da parte dell’amministrazione comunale e delle associazioni.

«Per l’ennesima volta - aveva scritto il Popolo dei lucchetti -, la Asl tenta il colpo di mano. Ci aveva provato a Capodanno del 2014 con la chiusura del centro trasfusionale, riaperto, sull’onda della protesta, sette giorni dopo. Ci sta provando silente, traferendo ad Olbia, inopinatamente, medici, infermieri e servizi. Ci prova non fornendo la giusta strumentazione e ci riprova ora con il servizio Oncologico. Tecleme, dovrà vedersela, con un’alta Gallura infuriata».

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