La Nuova Sardegna

Olbia

Ambiente e rifiuti, nuovo sciopero e sit in alla DeVizia

di Giandomenico Mele
Ambiente e rifiuti, nuovo sciopero e sit in alla DeVizia

Larga adesione alla protesta per il rinnovo del contratto Precettati 22 lavoratori per garantire i servizi essenziali

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Partecipazione bulgara e disagi contenuti per la popolazione. Quasi lo sciopero perfetto, in attesa che qualcosa si muova al tavolo nazionale delle trattative. I lavoratori del settore igiene ambientale hanno incrociato le braccia per tutta la giornata di ieri nell'ambito di uno sciopero nazionale della categoria. Si tratta della seconda puntata dell'astensione dal lavoro andata in scena lo scorso 30 maggio, dopo che le trattative a oltranza non hanno portato alla conclusione di un accordo. A Olbia l'adesione é vicina al 90%, su un totale di circa 160 lavoratori. I precettati per garantire i servizi essenziali sono stati 22, mentre gli stagionali che hanno lavorato a pieno servizio sono stati 15. Proprio gli stagionali hanno garantito durante il primo turno di lavoro della mattina la raccolta dell'umido, riducendo al minimo i disservizi. Nel pomeriggio la DeVizia stava completando parte della raccolta della carta, rallentata dall'astensione massiccia dal lavoro degli operatori del settore ambientale. A Olbia il presidio è stato costituito davanti alla sede della DeVizia, che gestisce la raccolta dei rifiuti.

Lotta per i diritti. La protesta è rivolta contro lo smantellamento del contratto nazionale, non rinnovato da 28 mesi e in regime di proroga, costruito su clausole unilaterali sulle quali la discussione si è arenata. Tra quelle più avversate c'è l'estensione dell'orario di lavoro dalle 36 alle 38 ore settimanali e i primi tre giorni di malattia a carico del lavoratore, esentando le aziende. «Il problema non è solo la componente economica, ma anche a quella normativa, con le imprese che contestano la nostra richiesta di 46 Rol (la riduzione dell'orario di lavoro, ndr) all'anno e ne vogliono concedere solo 24 – spiega Luisella Maccioni della Cgil –. Poi ci sono i riposi compensativi sulle malattie e altre questioni sulle quali é saltato il banco a livello nazionale».

Clausola sociale. Sono quasi 160, con gli stagionali, gli operai del settore ambiente impiegati a Olbia, quasi 300 in tutta la Gallura. Lo smantellamento del contratto nazionale passerebbe anche per l'abolizione dell'automatismo previsto dall'articolo 6, la "clausola sociale" che in caso di passaggio dell'appalto da un'azienda a un'altra consente di tutelare i lavoratori in base a mansioni e anzianità. «Pretendiamo risposte concrete sul fronte dei diritti e delle tutele a partire dall'introduzione delle clausole sociali sugli appalti, così come vogliamo risposte certe sul fronte della salute e della sicurezza - dicono Luisella Maccioni, Masino Fresi, segretario della Fit Cisl e Giuseppe Ruiu della Uil Trasporti –. Punti sui quali non faremo un passo indietro, spiegando ai cittadini come queste forme di protesta alla quali siamo costretti puntano a migliorare il servizio offerto, con un contratto che rispetti i diritti dei lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative