La Nuova Sardegna

Olbia

Attentato incendiario al Tampanama

di Walkiria Baldinelli
Attentato incendiario al Tampanama

Santa Teresa, trovato l’innesco sulla 500 da cui è partito il rogo che ha coinvolto altre due macchine e il bar-market

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SANTA TERESA. Tre auto in fiamme e metà del market bar “Tampanama” distrutta dalle fiamme. La matrice è dolosa. Trovato l’innesco dal quale alle prime ore del mattino è partito il rogo.

La porta d’ingresso del locale a metà mattina è spalancata. All’interno Andrea Pinna, uno dei titolari che da appena una settimana gestisce l’attività, lava via la fuliggine depositata sulle stoviglie. Ha il volto contratto e preferisce non rilascia dichiarazioni. Il rogo ha risparmiato solo questa parte dell’edificio che si trova lungo la strada provinciale di Capo Testa, a pochi passi dalla famosa spiaggia di zia Colomba. Ha invece mandato in fumo la parte del market, dei bagni e della cucina. Danneggiati gli appartamenti al primo piano, in cui si trovavano in vacanza alcuni inquilini stranieri. Distrutta una Fiat 500, presa a noleggio, una Renault e un fuoristrada che una famiglia olandese aveva ritirato da poco dalla concessionaria. E annerito la facciata. Al di là dei danni materiali, quantificabili da una prima stima in circa 50mila euro, resta la gravità dell’accaduto, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti.

Il rogo. Tutto si svolge in pochi minuti. Alle tre e mezzo i turisti in vacanza vengono svegliati di soprassalto, scendono in strada e lanciano l’allarme. Una famiglia è olandese, il padre stringe al petto la bambina impaurita. Accorrono i carabinieri di Santa Teresa e i vigili del fuoco di Arzachena. Arrivano trafelati anche i proprietari dell’edificio, uno di loro affitta gli appartamenti, laltro ha dato in gestione il bistrot. Il vento neppure dopo ore riesce a spazzare via l’odore acre. Se non fosse stato per il Levante le fiamme avrebbero potuto estendersi alla vicina macchia mediterranea e alle altre case. O, ancora peggio, avrebbero potuto sbarrare la via di fuga ai turisti. Al piano terra, nella zona adibita a cucina per fortuna non c’erano bombole del gas. I fornelli sono alimentati dall’energia elettrica.

Le ipotesi. Che si tratti di un attentato non ci sono dubbi: un innesco è stato individuato vicino alla Fiat 500. Le indagini sono condotte dai carabinieri, ma sul posto ieri mattina c’era un via vai di forze dell’ordine. L’episodio ha scosso residenti e visitatori, la zona è già frequentata da turisti. Gli inquirenti cercano di capire chi sarebbe finito nel mirino dei malviventi. Diverse le ipotesi. Forse i proprietari dell’edificio, la storica famiglia Muntoni. Chi affitta gli appartamenti o chi da poco gestisce il bistrot. Dalle telecamere posizionate da alcuni privati nella zona potrebbe emergere qualche indizio utile. Quelle installate anni fa dal Comune per monitorare l’area sic di Capo Testa invece non funzionano. «Abbiamo già contattato una azienda per cercare di ripristinarle», rassicura il comandante della polizia locale, Salvatore Fioredda.

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