Presunti terroristi a giudizio la difesa: «Perquisizioni nulle»
SASSARI. Udienza impegnativa, quella di ieri mattina, nel processo intentato dalla Dda di Cagliari contro 13 presunti terroristi pakistani finiti in carcere nell’aprile del 2015. Ieri, nell’aula...
SASSARI. Udienza impegnativa, quella di ieri mattina, nel processo intentato dalla Dda di Cagliari contro 13 presunti terroristi pakistani finiti in carcere nell’aprile del 2015. Ieri, nell’aula bunker del carcere di Bancali, hanno deposto gli agenti della Digos di Sassari che hanno indagato, per oltre dieci anni, sulla cellula terroristica affiliata ad Al Qaeda che faceva capo al pakistano Sultan Wali Khan, un commerciante che gestiva punti di ristoro kebab e negozi di elettronica e oggettistica a Olbia, Sassari e Alghero. I difensori del gruppo di presunti terroristi hanno però, in sede di controesame, avanzato una serie di eccezioni procedurali finalizzate alla nullità delle prove acquisite, stando alle loro istanze, fuori tempo massimo, ad indagini abbondantemente scadute. Si tratta di file audio e video che vennero trovati con le perquisizioni a tappeto scattate all’indomani degli arresti degli indagati, blitz della polizia di Stato portato a termine a Olbia, Roma, Ancona e Bergamo. Dove risiede uno dei più influenti imam della comunità di pakistani residenti in Italia, Hafiz Zulkifal, sul computer del quale sarebbero stati ritrovati file scritti in arabo e audio inneggianti al terrorismo. Su queste acquisizioni è stata disposta una perizia fonica e interpretativa che verrà affidata, nell’udienza del 18 luglio prossimo, a nuovi periti, essendo i quattro già incaricati di sbobinare le intercettazioni telefoniche e ambientali subissati di lavoro. (g.p.c.)
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