Polizia locale, i precari fanno causa
Sei agenti stagionali citano il Comune in tribunale per l’assunzione definitiva
OLBIA. Precari in divisa. Lavorano otto mesi all'anno e non hanno certezze sul futuro. Sono gli “stagionali” della polizia locale. Ogni anno il Comune ne assume circa 25 per rendere più sicura una città in continua espansione. Per loro il contratto a tempo indeterminato è un miraggio. Così sei agenti si sono affidati agli avvocati e hanno intentato causa contro il Comune davanti al giudice del lavoro. La strada è percorribile e gli agenti hanno buoni motivi per sperare in una assunzione che vale tutta una vita. Il motivo è questo: nel settore pubblico, a differenza di quello privato, è sempre stata negata la stabilizzazione dei precari dopo i 36 mesi di servizio, ma ultimamente il vento è cambiato. Merito della Corte di giustizia europea, che da qualche anno ha riconosciuto la possibilità di stabilizzazione anche per i lavoratori della pubblica amministrazione. Ci sono diverse sentenze e l'ultima in questa direzione è la cosiddetta «Mascolo» del novembre 2014, che in Italia ha aperto una breccia. Secondo i legali Valeria Virdis e Matteo Faedda anche gli agenti della polizia locale hanno tutte le carte in regola per sperare in una sentenza a loro favore. Hanno infatti superato i 36 mesi di servizio. Inoltre l'ultima legge regionale sul riordino delle autonomie locali ha messo in campo procedure più veloci per stabilizzare i precari. Così i sei agenti olbiesi, alcuni dei quali con famiglia e che sono parte di una graduatoria stilata nel 2011, ora attendono con ansia le decisioni del giudice. Le prime inizieranno a luglio. (d.b.)
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