Aglientu, clima più sereno sulla gestione dei migranti
Il sindaco Tirotto fa il punto dopo l’incendio scoppiato al centro di accoglienza «Le istituzioni locali sono attente al disagio della popolazione, siamo fiduciosi»
AGLIENTU. A distanza di 15 giorni dall’incendio doloso che aveva semidistrutto in agro di Aglientu la hall dell’hotel Santa Maria, destinato ad ospitare una ottantina di migranti, il sindaco del paese, Antonio Tirotto, fa il punto della situazione con estrema parsimonia di parole, consapevole di camminare in un campo minato, in cui ogni concetto può essere frainteso.
«La situazione per quanto concerne la dovuta accoglienza dei profughi - dice Tirotto - è sempre più critica e appare, soprattutto per i sindaci dei piccoli centri, ingarbugliata e fumosa. Devo dire, però, che almeno per quanto ci concerne da dopo l’incendio della hall nell’hotel Santa Maria c’è più attenzione da chi di dovere nella gestione del disagio. Sia del disagio dei profughi, che io preferisco chiamare ospiti, sia dei locali. Questo nuovo stato di cose mi induce perciò ad essere ottimista e ad attendere con animo più sereno il loro eventuale arrivo».
Il sindaco di Aglientu, che si riserva di sentire la proprietà dell’albergo (una società formata da un nucleo familiare di Aglientu), sul rispristino della hall danneggiata non vuole e non può dire di più. La hall dell’hotel Santa Maria era stata incendiata presumibilmente nella notte fra il 4 e 5 giugno da finora ignoti che, innescando il fuoco, pare con della “diavolina”, avevano incendiato due divani. Le fiamme, oltre che annerire l’intero salone di accoglienza, non erano andate oltre. Auto estinguendosi, probabilmente per mancanza di ossigeno o forse - saranno le indagini a dirlo - per volontà stessa degli incendiari che volevano mandare un segnale di malessere e bloccare sul nascere una scelta contestatissima da un gruppo di abitanti di Aglientu. Qualche giorno prima dell’attentato incendiario, infatti, dopo avere appreso della volontà delle Prefettura di inviare circa 75 migranti a Santa Maria, diversi cittadini, per protesta, avevano occupato l’aula del consiglio comunale per qualche giorno. Silenzio assoluto, invece, da parte dei carabinieri che guidati dal capitano Giovanni Bartolacci conducono le indagini.
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