La Nuova Sardegna

Olbia

Dopo l’ennesima lite spara al fratello

di Tiziana Simula
Dopo l’ennesima lite spara al fratello

Paolo Ruggero arrestato per tentato omicidio. Un colpo di pistola dopo gli insulti e le botte a pochi metri da casa

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OLBIA. Litigi su litigi. Andava avanti così da tempo, tra Giovanni e Paolo Ruggero. Ma questa volta l’insofferenza è sfociata in violenza: i due fratelli si sono affrontati per strada, insultati e picchiati. Una rissa furibonda nel cuore della notte. Finita con un colpo di pistola. A impugnare la Glock 22 calibro 40 e a sparare contro il fratello minore, è stato Paolo Ruggero, 32 anni, meccanico, con un passato da campione regionale di ciclismo su strada. Ora è accusato di tentato omicidio ed è in carcere a Nuchis. Stamattina alle 9, assistito dal suo avvocato, Antonello Desini, comparirà davanti al gip del tribunale di Tempio, Vincenzo Cristiano, per l’udienza di convalida. Suo fratello Giovanni, 27 anni e una serie di guai con la giustizia per traffico e spaccio di droga (era ai domiciliari fino a un anno fa), è ancora ricoverato in osservazione nel reparto di chirurgia dell’ospedale di Olbia. Si è salvato per un pelo. Il colpo esploso – uno solo, secondo la ricostruzione dei carabinieri –, l’ha raggiunto alla schiena ed è uscito dal torace, rientrando dalla spalla e uscendo nuovamente dall’omero. Ma nessun organo vitale è stato danneggiato. I sanitari gli hanno suturato le ferite, e assegnato 30 giorni di cure. Ora è piantonato in ospedale dai carabinieri. Nella rissa l’indagato si è lussato la spalla sinistra. In ospedale, i due fratelli, ci sono arrivati in macchina: uno, il ferito, accompagnato da uno zio che, sentiti gli spari, si è precipitato fuori casa per soccorrerlo, l’altro, lo sparatore, è stato portato al pronto soccorso da un amico a cui ha chiesto aiuto per via del dolore fortissimo alla spalla. Ed è qui, che i carabinieri lo hanno trovato e arrestato.

Tentato omicidio. L’ennesima lite tra i due fratelli è scoppiata l’altro ieri, intorno alle 22, per strada, in via Grosseto, nella zona Bandinu, a pochi metri dall’abitazione dove Giovanni e Paolo vivono insieme al padre (nello stesso edificio abitano anche gli zii). Non è ancora chiara la dinamica, nè quale sia stato il motivo scatenante della rissa: nessuno nella via, dove l’illuminazione, tra l’altro, è scarsissima, ha assistito alla sparatoria, e le uniche versioni al vaglio dei carabinieri sono quelle degli stessi protagonisti. Ai militari del nucleo operativo e radiomobile del reparto territoriale carabinieri di Olbia, guidati dal comandante Saverio Aucello, che seguono le indagini – coordinate dal pm Ginevra Grilletti – Paolo Ruggero ha detto che suo fratello era armato di coltello. Secondo la sua versione, si sarebbe, insomma, difeso.

Pistola e coltello. Il coltello è stato ritrovato dai carabinieri nel terreno incolto a fianco alla strada dov’è avvenuta la sparatoria, la pistola, invece – arma regolarmente detenuta dall’indagato – era a casa dei Ruggero. Nel tratto di strada teatro della sparatoria, la Scientifica ha rinvenuto un bossolo a riprova che il colpo sparato è stato solo uno, oltre ad altri proiettili non ancora utilizzati. Il difensore dell’indagato al momento non rilascia alcuna dichiarazione, in attesa di visionare gli atti. Di sicuro, i rapporti tra i due fratelli erano tesi da tempo. I continui litigi erano risaputi da chi conosce la famiglia, purtroppo, segnata anni fa da un lutto. Questa volta, però, i due fratelli non si sono fermati alle parole. L’ennesimo alterco è finito a colpi di pistola.

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