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Olbia

Gli scenari in aula: numeri ridotti per la minoranza

Dopo la proclamazione degli eletti e i primi movimenti successivi, salta all’occhio la gigantesca disparità fra maggioranza e minoranza. il rapporto già pesante (17 più il sindaco a 11) aumenta...

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Dopo la proclamazione degli eletti e i primi movimenti successivi, salta all’occhio la gigantesca disparità fra maggioranza e minoranza. il rapporto già pesante (17 più il sindaco a 11) aumenta ulteriormente di due unità perché Nizzi potrà contare anche sul rappresentante di Forza Olbia (Michele Fiori che poi dopo la nomina a sindaco verrà sostituito da Mario Altana) e sale a 18 consiglieri, mentre la minoranza scende a dieci. Nizzi, insomma, potrà governare sul velluto, con un tesoro di nove voti di differenza.

La minoranza dunque sarà notevolmente sfaldata e conta solo su uno zoccolo duro, quello composto dalla Coalizione Civica e democratica che conta su sei consiglieri: Carlo Careddu più i tre del Pd Rino Piccinnu, Ivana Russu e Patrizia Desole, uno di SìAmo Olbia, Amedeo Bacciu, e uno dell’Upc, Massimo Satta. In sei potranno dunque formare due gruppi consiliari e partecipare con i loro rappresentanti in tutte le commissioni consiliari. Rimangono altri quattro consiglieri: i due dell’Alleanza Civica (Vanni Sanna e Davide Bacciu) e i due di Cinquestelle (Maria Teresa Piccinnu e Roberto Ferinaio). Potrebbero formare insieme il gruppo misto, ma occorre vedere le intenzioni di Sanna e Bacciu: resteranno all’opposizione o oppure si faranno tentare anche loro dal disegno di Nizzi di riunificare in toto il centrodestra? (en.g.)

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