Tempio libera accusa: «È la giunta del nulla, meglio che si dimetta»
Monica Liguori: poche riunioni del consiglio comunale Mai aperto un tavolo di contrattazione con Abbanoa
TEMPIO. Con un durissimo comunicato emesso ieri mattina in una città da mercoledì senz’acqua e ieri, peraltro, anche senza corrente elettrica, Monica Liguori, la combattiva consigliera comunale di Tempio Libera, attacca la giunta Biancareddu chiedendo che «sindaco e giunta, dopo un anno in cui ha vergognosamente trionfato il nulla assoluto, abbiano il coraggio civile di dimettersi e sottoporsi nuovamente al giudizio della città. Che non è un feudo - scrive Monica Liguori -, ma una libera comunità di quel libero e democratico paese che si chiama Italia».
Nel suo incipit Monica Liguori non molla l’osso ed ancora una volta torna sulle mancate convocazioni del consiglio comunale, «latitante ormai - scrive la Liguori -, da quando una sua riunione si tenne nella casa di reclusione di Nuchis. Ponendo da parte le ultime due riunioni, rese necessarie da tempistiche di legge per scadenze di carattere finanziario che vietano la presentazione e la discussione di interrogazioni o interpellanze, l’ultimo consiglio - continua la rappresentante di Tempio Libera -, risale a quello tenuto in carcere nel novembre scorso».
Non è ancora tutto. La Liguori rimprovera anche alla giunta di non aver mai avuto riscontro, come minoranza, alle interpellanze e alle interrogazioni consiliari. Quindi torna anche sulla mancata apertura di un tavolo di contrattazione con Abbanoa, promesso in campagna elettorale, mai attuato, con il gestore unico «che la fa da padrone continuando a gestire le risorse idriche a suo piacimento». Nel comunicato, Monica Liguori parla anche dell’acqua non potabile da 6 mesi, delle mancate promesse sul Rio Pagghjolu e di un’altra lunga serie di problematiche che restano ancora insolute.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
