Scoperti ladri di pietre sul Limbara
Visti e fotografati mentre caricavano i sassi su un furgone. L’Ispettorato forestale indaga su un’azienda nuorese
TEMPIO. Dopo i furti di sabbia dalle spiagge e l’esportazione clandestina di testuggini, ( l’ultimo tentativo sventato dalla guardia costiera di Golfo Aranci e di venti giorni fa), ora qualcuno pare voglia rubare anche le pietre della montagna.
La notizia è trapelata ieri mattina dalle strette maglie dell’inchiesta ancora in corso avviata dall’Ispettorato Forestale di Viale Kennedy, diretto dal commissario superiore Giancarlo Muntoni. «Le indagini su un episodio di questo genere segnalatoci da un cittadino zelante - conferma il funzionario regionale -, sono appena avviate e ogni ulteriore informazione potrebbe essere dannosa per il nostro lavoro. Per il momento posso confermare che sono in corso accertamenti su una azienda nuorese». Il prelievo dei sassi sarebbe stato compiuto qualche giorno fa sui tornanti a sud-est del Limbara, nella zona di Lu Salpenti. A segnalare quanto stava accadendo è stato un attento cittadino che percorreva quei sentieri con la sua mountain bike. «Ad un tratto - racconta l’uomo -, ha attirato la mia attenzione un furgone ai bordi del bosco con i portelloni aperti, e con all’interno una serie di cesti grandi come quelli che usano i portapane. Ho notato anche che le ceste erano colme di pietre. A incuriosirmi ancora di più, è stato anche un uomo che usciva dal bosco trasportando a fatica sulle braccia altre pietre ricoperte di muschio. O è un matto, ho pensato, o è un ladro. Cosa se ne fa di un carico così imponente di pietre? Ho creduto allora fosse giusto informare qualcuno di quanto stesse succedendo sulle pendici del monte Limbara, non prima però di avere documentato il tutto con foto e filmati esplicativi. Penso - conclude il ciclista - di avere fatto solo il mio dovere accogliendo anche l’invito del vice questore Raffaele Bracale e del capitano Giovanni Bartolacci dei carabinieri, che, proprio qualche giorno fa, hanno chiesto di segnalare loro, atteggiamenti non conformi». Il primo ad essere avvertito è stato un agente della polizia municipale che ha attivato il Corpo Forestale. I sopralluoghi effettuati quasi nell’immediatezza del fatto non hanno però consentito di trovare il responsabile. Successivamente, le foto del mezzo hanno invece permesso di avviare indagini mirate.
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