Il sogno di Marina: ville, porticciolo e campo da golf
Il progetto Costa Turchese parte nel 1981. La Edilnord di Silvio Berlusconi presenta un progetto a sud di Olbia, fra Capo Ceraso e Li Cuncheddi. Lo chiama Olbia2, poi Costa Turchese. Un...
Il progetto Costa Turchese parte nel 1981. La Edilnord di Silvio Berlusconi presenta un progetto a sud di Olbia, fra Capo Ceraso e Li Cuncheddi. Lo chiama Olbia2, poi Costa Turchese. Un investimento da 2 milioni e 185 mila metri cubi e 120 miliardi di lire. Berlusconi era amico di Craxi e anche Olbia allora era a guida socialista. Ma più si va avanti, più le cubature si riducono. Nel 1983 la giunta comunale adotta un Pdf e il tetto è un milione e 200 mila metri cubi. Nel 1987 la giunta Dc di Gian Piero Scanu taglia ancora: 750 mila metri cubi. Nel 1991 si scende a 657 mila metri cubi. Tanto cemento, comunque: 385 ville, 1445 appartamenti, porto, campo da golf. Si arriva a una variante del Pdf, con Settimo Nizzi sindaco, nel maggio 2004, che porta la cubatura a 250 mila metri. In questo contesto arriva alla presidenza della Regione Renato Soru e per Costa Turchese è la fine. Nell’agosto 2004 una delibera blocca per tre mesi gli interventi nelle zone F comprese nei 2 mila metri dal mare. Nel novembre 2004 la "legge salvacoste" prolunga il divieto sino all'entrata in vigore del Ppr. Sarebbero esclusi dal divieto i comuni con il Puc vigente, ma quello di Olbia è approvato dopo e, comunque, Soru lo boccia. Il Ppr entra in vigore nel 2006. A quel punto nell'area di Costa Turchese non si può mettere nemmeno un mattone. La famiglia Berlusconi ricorre al Tar, che nel 2015 respinge le richieste dell'Edilizia Alta Italia e affonda, per ora, il sogno Costa Turchese.
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