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Olbia, la clinica Michelangelo ribatte: «Perfetto il nostro intervento al seno»

Serena Lullia
Olbia, la clinica Michelangelo ribatte: «Perfetto il nostro intervento al seno»

Il legale dell'ambulatorio privato, denunciato per lesioni gravissime da una paziente di 37 anni, replica alle accuse

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OLBIA. Professionisti della bellezza di fama nazionale e curriculum internazionale. Con questa definizione l’avvocato Giampaolo Murrighile difende il Centro di medicina estetica e chirurgia plastica Michelangelo, denunciato da una paziente per lesioni gravissime. Una giovane donna di 37 anni ha presentato un esposto alla Procura dopo aver subito un intervento di addominoplastica e di mastoplastica addittiva che si è concluso con un rischio di setticemia. Il legale della paziente, Egidio Caredda, ha raccontato l’episodio vissuto dalla sua assistita inseguendo il suo sogno di bellezza per il quale aveva pagato 8600 euro. 2500 in contanti e il resto in assegni.

Dall’ambulatorio polispecialistico Michelangelo arriva immediata la replica. «L’unica dichiarazione vera nel racconto della donna è che una paziente operata nella nostra struttura – commenta Murrighile –. Il primo intervento, quello di addominoplastica eseguito in anestesia locale, è andato bene. Al punto che la signorina è ritornata per sottoporsi al secondo intervento, quello al seno». Teresa, nome di fantasia, nell’esposto alla procura ha raccontato di essere stata operata senza la presenza di un anestetista e aver seguito un decorso post operatorio a casa, con automedicazioni a base di amuchina.

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«Il Centro Michelangelo è composto da uno staff di professionisti con master anche negli Stati Uniti, che eseguono interventi a livello nazionale – aggiunge Murrighile –. In sala operatoria, come prevede il protocollo c’era il chirurgo plastico, un chirurgo estetico, l’anestesista e le figure di assistenza. La paziente ha firmato un consenso per sottoporsi agli interventi che, come ogni operazione, possono avere effetti collaterali che erano stati illustrati alla paziente. La signorina però non ha rispettato il protocollo del post-intervento dopo l'intervento di mastoplastica addittiva. Ha sollevato pesi, guidato e lavorato mentre invece le era stato imposto il riposo assoluto. È tutto indicato nelle cartelle cliniche che domani mattina consegneremo in procura. Non aspettiamo che siano i carabinieri a venirle a prendere. E avvieremo azioni giudiziarie nei confronti della donna. Non consentiremo a nessuno di denigrare una struttura con una professionalità acquisita negli anni. I professionisti della clinica hanno operato nel rispetto di tutte le direttive non solo deontologiche, ma nel più severo rispetto dei protocolli imposti dalla scienza medica».

Il legale del Centro Michelangelo chiarisce anche il significato delle promozioni di bellezza. Sul sito della struttura compaiono infatti le occasioni: 3500 euro per l’intervento al seno o per la rinoplastica. «Parliamo di professionisti richiesti da tutta Italia, una struttura di eccellenza e all’avanguardia – sottolinea Murrighile – che si possono permettere, in certe occasioni, di fare degli sconti, che non vanno certo a discapito della qualità dell’intervento o dei materiali usati».

La paziente, dopo alcune settimane dal terzo intervento, visto il perdurare del dolore e della febbre, si era rivolta al pronto soccorso e poi al reparto di Chirurgia plastica delle cliniche universitarie di Sassari. «La donna era stata redarguita per il mancato rispetto delle regole del decorso post intervento che le erano state imposte – conclude Murrighile –. Da parte della struttura c’è sempre stata la massima disponibilità a seguire la paziente in ambulatorio anche dopo i problemi sopraggiunti. Si era però venuto a creare un attrito con i medici, che è andato a coincidere con l’obbligo di pagamento degli interventi, secondo le modalità concordate».

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