Costa Paradiso, si corre ai ripari
Il sindaco di Trinità Gian Piero Carta sollecita l’incontro con Abbanoa: «A rischio la stagione turistica»
D’AGULTU. La querelle giudiziaria tra Abbanoa e i proprietari di abitazioni e ville di Costa Paradiso, il centro turistico di Trinità, preoccupa l’amministrazione comunale. «Una decisione quelle di chiudere i rubinetti dell’acqua – spiega il sindaco trinità Gian Piero Carta – che va ad incidere pesantemente sull’economia e sulla vocazione turistica del nostro paese. Premesso che le sentenze vanno rispettate e che ogni debito debba essere onorato, l’amministrazione che rappresento intende intervenire a favore dei condomini del residence di Costa Paradiso i quali, a nostro avviso hanno comunque titoli per poter sostenere le loro ragioni, essendo queste già state ritenute valide da un provvedimento giudiziario impugnato dall’Ente che gestisce la distribuzione dell’acqua nell’isola, Abbanoa. Questa mattina– ha spiegato Gian Piero Carta – incontrerò i funzionari responsabili di Abbanoa con i quali cercherò di avviare una trattativa che salvi la stagione turistica appena cominciata, prevedendo una dilazione nel pagamento nel debito venutosi a creare con Abbanoa». La quale azienda regionale, nei giorni scorsi, aveva ottenuto dal tribunale di Tempio l’autorizzazione a procedere forzatamente al recupero di oltre un milione di euro di bollette inevase chiudendo i rubinetti che alimentano il villaggio vacanze creato, negli anni Sessanta, del pioniere del turismo isolano, il milanese Pierino Tizzoni.
«La nostra azione – ha spiegato Abbanoa in un comunicato – è del tutto legittima e viene intrapresa nei confronti di coloro che hanno accumulato debiti importanti per forniture d’acqua altrettanto importanti. Nel caso di Costa Paradiso di tratta di oltre un milione di euro per consumi d’acqua mai pagati, acqua che in moltissimi casi è stata utilizzata per riempire le piscine di turisti. Con costi di servizio che sono stati pagati da tutti i cittadini sardi». Il contenzioso nasce dai motivi che i proprietari di abitazioni del villaggio turistico pongono alla base del loro confronto con Abbanoa, che non si è fermata alla richiesta di saldo delle forniture all’amministrazione del condominio turistico, ma ha diviso la somma per tutte le utenze attive, che sono migliaia, che usufruiscono del servizio. In pratica controllando e facendo pagare i consumi al contatore, così come accade in tutta l’isola.
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