La Nuova Sardegna

Olbia

Il Liscia a metà, agricoltori in ginocchio

di Enrico Gaviano
Il Liscia a metà, agricoltori in ginocchio

Marrone del Consorzio di Bonifica chiede soluzioni mentre il consigliere regionale Giuseppe Fasolino sollecita Pigliaru

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OLBIA. Emergenza acqua in Gallura. L’invaso del Liscia infatti contiene appena 50 milioni di metri cubi d’acqua, giusto la metà di quanto potrebbe accogliere. Il problema si riverbera principalmente nell’attività irrigua e industriale, con gravi danni in particolare per i comparti agricolo e zootecnico, perché le scorte per l’acqua a usi civili c’è anche se poi per problemi di potabilizzazione in diversi centri non si può utilizzare per usi alimentari. Occorre trovare delle soluzioni per imbrigliare più acqua e farla confluire nell’invaso. Soluzioni che costano evidentemente. Il Consorzio di bonifica da tempo ha sollevato il problema con la Regione e diversi sindaci del territorio hanno invitato la Regione e il presidente Pigliaru a risolvere una volta per tutte il caso.

L’attacco di Fasolino. Il consigliere regionale di Forza Italia e sindaco di Golfo Aranci Giuseppe Fasolino, nei giorni scorsi ha stilato un documento duro contro il presidente della Regione. «Mi sconcerta come Pigliaru – scrive Fasolino – abbia totalmente ignorato le stringenti richieste formulate unitariamente da sindaci, associazioni di categoria e rappresentanze territoriali della Gallura che sollecitavano un incontro urgente per delineare una strategia di intervento per fronteggiare l'emergenza idrica che sta affliggendo il territorio. Non è proprio accettabile che a distanza di diversi mesi tutto taccia, come se le preoccupazioni espresse fossero state trattate come carta straccia, come se la gravità del problema non imponga un pronto intervento da parte del Presidente della Giunta e degli Assessori di riferimento».

«È umiliante - prosegue Fasolino - per noi amministratori, ma è ancor più mortificante per quanti oggi sono costretti a subire le conseguenze di un razionamento della risorsa idrica perché mancano risposte da parte della Regione. La grave siccità che si sta abbattendo in Gallura sta mettendo in ginocchio il settore agricolo e le produzioni agro-zootecniche costrette a subire turnazioni e restrizioni nella fornitura della risorsa idrica senza possibilità di intravedere una via d'uscita perché chi è chiamato a programmare interventi e azioni utili a dirimere questa emergenza si guarda bene di intervenire».

Il Consorzio di bonifica. Il presidente del Consorzio di Bonifica della Gallura, Marco Marrone, da mesi sottolinea la gravità del momento. «Ho scritto anche all’autorità di distretto – fa sapere Marrone – per ricordare come, in assenza di precipitazioni significative, la situazione si sarebbe ulteriormente aggravata. Al momento abbiamo 50 milioni di metri cubi d’acqua nell’invaso del Liscia e dunque siamo al limite».

Soluzioni? Per Marrone ci sarebbero, ma occorre investire dei soldi. «Si possono programmare soluzioni a breve, medio e lungo periodo. Soprattutto occorre agire sulla grande massa d’acqua che viene dispersa a valle. Abbondanti piogge, alluvioni, non sono servite. Si sono persi qualcosa come 200 milioni di metri cubi d’acqua. Eppure basterebbe agire per Olbia sull’incrocio Oddone-Padrongianus e nel distretto arzachenese sul rio Monte Tova, per catturare tantissima acqua e dare respiro alle aziende che ne hanno bisogno».

«È davvero triste – conclude il presidente del Consorzio di bonifica della Gallura – che non si trovino i fondi per risolvere questo grave problema che costringe a operare restrizioni nel settore agricolo, zootecnico e industriale, creando ovviamente gravi danni all’economia del territorio gallurese».

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