Noleggio gommoni, a “Mare e rocce” c’è aria di rivolta

Protestano residenti e bagnanti della piccola spiaggia Raccolta di firme contro una concessione demaniale

OLBIA. Mare, rocce e polemiche. Sotto il sole caldo spuntano puntuali anche le diatribe su spazi e concessioni. Stavolta accade lungo l'arenile di Mare e rocce, uno dei luoghi più frequentati da olbiesi e turisti. Qui c'è una piccola attività di noleggio gommoni, regolarmente autorizzata dalla Regione, che non piace ad alcuni residenti e bagnanti della zona. Secondo loro la spiaggia è troppo piccola per ospitare questo tipo di attività: un gazebo, una corsia di lancio e sei gommoni, che però sono ormeggiati a 200 metri dalla riva. C'è anche chi sta raccogliendo delle firme da presentare in Regione. «Non abbiamo niente contro i titolari dell'attività, che peraltro neanche conosciamo – spiegano i firmatari –. Il nostro è un discorso generale, ce la prendiamo con chi dà le autorizzazioni. Secondo noi Mare e rocce è piccola ed è da sempre considerata la spiaggia dei bambini. Bisogna tenere conto degli spazi, visto che la corsia di lancio taglia in due la spiaggia, e anche dell'ambiente. L'impatto è preoccupante». Qualche esempio: «Mare e rocce, oltre che piccola, è molto racchiusa – dicono i firmatari – . Qui proliferano la posidonia la pinna nobilis e una attività di noleggio gommoni va contro a tutto ciò. Poi Abbanoa ha autorizzato una colonnina dell'acqua per lavare i gommoni. Ci chiediamo dove verranno lavati». A Mare e rocce, dunque, i contrari alla concessione hanno messo su una petizione. «Ora stiamo raccogliendo le firme e poi le presenteremo in Regione - aggiunge la portavoce -. Pensiamo che sia giusto rispettare e salvaguardare l'ambiente. Sarebbe meglio svolgere simili attività altrove, a Cala Saccaia non darebbero fastidio a nessuno». Gli scontenti, comunque, non se la prendono solo con la società di noleggio gommoni, di cui è titolare un giovane olbiese, Nicola Serreri. A finire nel mirino della protesta è tutto il sistema della spiaggia, che si trova nella frazione di Pittulongu. «C'è pure una concessione storica, ma per 12 anni sono rimaste solo alcune fondamenta di una struttura. Il Comune non ha mai fatto niente per farle rimuovere, solo adesso ho visto che hanno cominciato a toglierle – conclude la portavoce –. Poi c'era anche un'altra concessione per noi indecorosa e che dovrebbe presto riaprire. Senza contare poi l'assenza di strutture per disabili, come per esempio gli scivoli».

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