Loddo: «Malati senza più aiuti»
Il sindaco-medico va contro la legge che limita le cure a casa
CALANGIANUS. Quest'anno, la Regione ha stretto la forbice dei pazienti che potranno usufruire dei fondi per il progetto "Rientro a casa" che permette a moltissimi pazienti allettati e in condizioni precarie di salute di poter usufruire di fondi per l'assistenza a casa. «Se la legge viene interpretata in senso stretto chi ne possono usufruire soltanto i pazienti in stato vegetativo, la maggioranza dei quali è ricoverato nelle Rsa - afferma Gio Martino Loddo, sindaco di Calangianus e medico -. Ma così facendo si stravolge la ratio di questa legge, costruita per ridurre i costi di degenza di pazienti. Dunque, la legge va rivista allargando e non stringendo la forbice degli aventi diritto. I pazienti però sembra che migliorino a vista d'occhio senza avere più bisogno di quel progetto. Ho dei colleghi che fanno o credono ai miracoli».
Il primo cittadino di Calangianus spiega che una sua paziente, riconosciuta per tre anni come categoria Cdr5, quella massima, quest'anno è migliorata ed è passata in categoria Cdr4: non ha più bisogno di aiuto, benché sia allettata e non autosufficiente. Nelle stesse condizioni della signora di Calangianus, paziente del sindaco, si trovano tanti uomini e tante donne. Adesso, invece, secondo i medici le loro condizioni di salute sono migliorate tanto da non averne più bisogno. «Io esprimo sempre più le mie perplessità - dice il medico-sindaco - spero che nessuno possa perdere un servizio indispensabile».(s.d.)
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