Blitz a Pittulongu: disco rosso per le auto
A sorpresa di primo mattino il sindaco ordina la chiusura di via Tramontana: bagnanti infuriati e disagi per gli operatori
OLBIA. Pittulongu blindata. Strada chiusa e bagnanti infuriati. Rischia di interrompersi sulla spiaggia più famosa di Olbia la luna di miele tra il sindaco Settimo Nizzi e i suoi concittadini. O almeno parte di coloro che, insieme a molti turisti, sono stati bloccati, loro malgrado, all'imbocco di via Tramontana, l'anello d'asfalto che conduce ai locali sulla spiaggia della Playa. Di primo mattino i tecnici dell'Aspo hanno dato esecuzione all'ordinanza che istituiva la zona pedonale. Tutto all'improvviso, senza comunicazione preventiva, senza cartellonistica adeguata e senza prevedere un piano di accesso alternativo. Quella strada doveva essere chiusa, il sindaco l'aveva già annunciato, ma farlo dal giorno alla notte ha spiazzato soprattutto chi in quel tratto di asfalto ci lavora.
Divieto a sorpresa. «Cosa devo dire? Una tempistica sconvolgente. Non contesto la sostanza, ma il metodo. Io Nizzi l'ho sostenuto, sono 15 anni che chiedo di chiudere questa strada, ma farlo così, chiudere un posto dove passano migliaia persone senza preavviso non ha senso – attacca Luca Quiliquini, titolare del Mama Beach – . Devi predisporre i parcheggi, la cartellonistica, pubblicizzare il divieto di accesso, non puoi chiudere così e generare il caos totale». Quel decisionismo che ha costruito il "mito" di Nizzi, rischia in queste circostanze di trasformarsi in un boomerang. A cadere sembra essere proprio quella condivisione che era stata il "mantra" della campagna elettorale.
La riunione. «Ci siamo incontrati due giorni fa, una riunione in cui abbiamo parlato del piano per le spiagge. Abbiamo discusso anche di Pittulongu e si era detto di chiudere la strada – spiega Antonio Rossi, proprietario della "Trattoria Rossi" –. Certamente la decisione è stata un po' brusca, almeno si potevano predisporre delle misure per accedere ai nostri parcheggi. I clienti sono rimasti spiazzati. La strada è pericolosa, si doveva chiudere. Ma ora speriamo che la situazione si normalizzi, il disservizio c'è stato e qualche informazione in più si poteva dare. Siamo tre attività commerciali e devono garantire l'accesso ai nostri parcheggi». Resta da capire se la responsabilità della mancata comunicazione dipenda dal sindaco o dalla struttura. Da una parte l'esigenza di tutela della sicurezza e incolumità dei pedoni. Dall'altra il disservizio, che ha impedito ad alcuni disabili di arrivare alla spiaggia. «Posso confermare – dice Quiliquini –. Dovevano informarci, noi puliamo la spiaggia, garantiamo i servizi igienici, la sicurezza, ma non abbiamo fatto in tempo a sentire dipendenti e fornitori. Non puoi prendere queste decisioni, senza prima consultare le persone su cui incidono».
Contromano. Così per gran parte della mattina è andato in scena il paradosso di una strada bloccata, ma da molti percorsa all’incontrario. «Sì, i miei fornitori sono entrati nella via contromano – ammette Gian Piero Muzzu del "Tetto Rosso" –.Il sindaco? Era in riunione, mi ha richiamato lui e mi ha assicurato che verrà presto con i tecnici. Ci sono state molte lamentele, ma credo fosse una cosa che andava fatta. Magari comunicandola meglio».
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