La Nuova Sardegna

Olbia

Festa della paranza, edizione super

di Pietro Zannoni
Festa della paranza, edizione super

Calangianus è stato invaso dai turisti, serviti quasi 2500 vassoi di pesce fritto

2 MINUTI DI LETTURA





CALANGIANUS. 2450 vassoi di frittura di pesce, 650 in più rispetto all’anno scorso quando si toccò quota 1800. Non poteva esserci dato migliore per festeggiare la decima edizione della “Festa della paranza”. Per i promotori i 17 quintali di pesce cucinati (il menù prevedeva un vassoio con gamberetti, mangiatutto, calamari e ali di razza più vino e dolci) sono un autentico titolo di merito.

Con sagre orami in ogni angolo di Gallura, con la crisi che si fa sentire, dei timori c’erano. Invece sono stati mandati all’aria tutti i pessimismi. Gli amici di Golfo Aranci, impegnati ai tre grandi padelloni sin dalle 18 a cucinare per gli ospiti, sono stati impareggiabili. Per sette ore c’ è stata una lunga fila prima alla biglietteria e poi davanti ai tavoli della distribuzione. I primi ospiti hanno iniziato a prender posto sin dalle 18,30 nelle tre lunghe tavolate allestite in via Roma. Eppure a inizio manifestazione sembrava non ci fosse la solita affluenza perché la sfilata della banda musicale “Michele Columbano”, del gruppo folk “Lu rizzatu” e la “Mascara gaddhuresa” , del gruppo folk "Tuffudesu” di Osilo e del gruppo “Musici e sbandieratori "San Gantino” di Iglesias non registrava la solita ammirata nutrita cornice di folla. I volontari però erano sicuri: “è solo colpa del gran caldo, si è rimasti al mare, arriveranno gli ospiti, tranquilli!”. E sono arrivati: hanno invaso il paese, tutti gli esercizi hanno lavorato sino a tardi. Forse la sfilata dovrà in futuro svolgersi in orario diverso. Magari più tardi delle 18.

Fabrizio Addis, uno degli storici soci di “Chissi di la paranza”, ci tiene a dire: «E c’è ancora qualcuno che sostiene che la paranza non ha successo? Questo è un trionfo. E la dimostrazione che basta poco e magari una saporita frittura di pesce per contribuire a rendere più vivo il paese e arrecare benefici a molti».

L’entusiasmo dei volontari è davvero stato contagioso. Impeccabili alfieri della tipica ospitalità gallurese con quei vassoi di dolci offerti fra le tavolate, hanno meritato i complimenti degli ospiti essendo anche testimonial dei tipici dolci locali. «Quando poi la sera dialoghiamo con gli ospiti - ha detto Piera Corda, presidente della associazione promotrice -, riceviamo i complimenti per ciò che offriamo e così sponsorizziamo il nostro territorio. Orgogliosi che il paese ne riceva benefici economici e morali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative