Olbia: lavori in via Mameli, dagli scavi riaffiora un’urna cineraria
Nuovo ritrovamento archeologico nell’area della necropoli La scoperta nel cantiere per la posa della rete del gas
OLBIA. Sotto l’asfalto di via Mameli si nasconde un tesoro archeologico. L’ennesima conferma è arrivata ieri mattina durante i lavori per la realizzazione della rete del gas: gli scavi per la posa delle tubature in uno dei punti nevralgici della città antica, hanno riportato alla luce un’urna cineraria di epoca romana, datata I secolo A.C. E c’è da scommettere che non sarà l’unico importante ritrovamento archeologico a cui Olbia assisterà nel corso dell’intervento, visto che proprio in quell’area è seppellita sotto il pavimento d’asfalto la grande necropoli della città antica, che si è sviluppata fuori dalle mura, fin dall’età cartaginese. Poco più di un anno fa, in via Tavolara, poco distante dall’attuale cantiere, era stata rinvenuta una tomba punica. A riportarla alla luce il cedimento di un tratto di strada. Ieri, la nuova scoperta archeologica: un’urna cineraria di epoca romana con all’interno i resti delle ceneri del defunto. Un ennesimo regalo alla memoria della città.
Alle prime avvisaglie che un tesoro si nascondeva sotto il terreno, i lavori per la posa delle tubature del gas si sono fermati per consentire alla Soprintendenza per i Beni archeologici – i lavori sono stati seguiti da Giuseppe Pisano e diretti da Rubens D’Oriano – di recuperare l’urna, successivamente portata via e custodita nei magazzini della Soprintendenza. In via Mameli c’era anche il neo assessore alla Cultura Sabrina Serra. «Il ritrovamento di un reperto archeologico è sempre un fatto emozionante che ci riporta frammenti del passato della nostra comunità – ha commentato l’assessore – Questo ritrovamento, in particolare, ci conferma la straordinaria ricchezza del sottosuolo di questa parte della città nella quale si trovava una necropoli. Le vestigia del passato di Olbia non smettono di sorprenderci e ci aspettiamo che emergano presto altri ritrovamenti. Questi fatti ci confermano quanto importante sia procedere verso la tutela del nostro patrimonio archeologico e verso la sua valorizzazione, per far crescere la consapevolezza della comunità e per disporre di un importante strumento di promozione del nostro territorio». (t.s.)
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