Alta Gallura, le condotte a pezzi Lotta continua contro Abbanoa
Il sindaco Andrea Biancareddu fa il bilancio di un rapporto tormentato per ottenere soluzioni La polemica con le accuse mosse dall’opposizione in consiglio comunale: solo attacchi generici
TEMPIO. In alta Gallura la situazione idrica è drammatica, previsti tempi biblici per la soluzione dei problemi. Una vetusta condotta adduttrice( generalmente in acciaio e ghisa grigia), di circa 70 chilometri che rilascia liberamente nell’acqua ferro e manganese, gli ingenti costi d’acquisto delle acque e l’elevatissimo tasso di dispersione idrica, fra i più alti d’Italia, pari in alta Gallura al 65 per cento del prodotto immesso, sono, assieme ai disservizi endemici di Abbanoa, i fattori principali, che stanno rendendo ormai drammatico l’approvvigionamento idrico nell’alta Gallura.
La radiografia. Dati e circostanze del disastro sono stati forniti dal sindaco Andrea Biancareddu durante una conferenza stampa cui hanno partecipato anche assessori e consiglieri comunali. Carte alla mano, debitamente datate e protocollate, ha relazionato sul tormentato argomento. Il sindaco, oltre che della fitta corrispondenza ricca di oltre 40 lettere ad Abbanoa e relative risposte, si è servito anche delle diffide inviate, delle richieste di interventi, delle segnalazioni inoltrate alla magistratura e alla Asl e persino dei tabulati telefonici. A testimonianza del tormentato rapporto intercorso in questo suo primo anno di amministrazione fra Abbanoa e il Comune e che «avrebbero dovuto indurre quanti ululano al vento – dice Biancareddu – a informarsi o chiedere un accesso agli atti».
Nuovi interventi. Il sindaco per il suo intervento si serve anche di una lunga relazione di Sandro Murtas, responsabile della direzione generale di Abbanoa, che comunica al sindaco anche con slide, i prossimi interventi. Confermato da Murtas l’importo complessivo di 7 milioni e cinquecentomila euro per la realizzazione dei sei chilometri della condotta adduttrice fra Lu Pagghjolu e il deposito della Pischinaccia, e due milioni per il rifacimento della rete cittadina. Confermata anche la volontà di potenziare e tenere in efficienza tutte le sorgenti di Limbara. Spiegate da Murtas, con la sua ottica ovviamente, le recenti interruzioni sulla linea, «rese indispensabili – dice – da interventi sulle linee vetuste».
Riduzione bollette. Riconducibile, secondo Murtas, «alla formazione di depositi di ferro e manganese all’interno degli interstizi delle vecchie tubazioni della colonna adduttrice, infine, la non potabilità dell’acqua». Murtas non lo dice, né lo scrive, è facile intuire però che la non potabilità, (per la quale l’amministrazione ha già chiesto da tempo un detrazione del 50 per cento delle bollette), sarà un problema che l’alta Gallura dovrà, vergognosamente trascinarsi a lungo.
Polemiche cittadine. Ferma infine, la risposta di Andrea Biancareddu «agli attacchi generici di Monica Liguori di Tempio Libera, legittimata a farlo però – dice il sindaco –, dai cittadini che rappresenta per il suo mandato di consigliere».
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