La Nuova Sardegna

Olbia

Bagni vietati a Cannigione scarichi fognari in mare

di Walkiria Baldinelli
Bagni vietati a Cannigione scarichi fognari in mare

Da ieri è vietata la balneazione dalla spiaggia della banchina fino a La Conia I reflui sono confluiti nelle condotte delle acque bianche. Presidio dei vigili

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ARZACHENA. Spiagge affollate, ma niente tuffi nelle acque di Cannigione. Il sindaco Alberto Ragnedda ha firmato un’ordinanza che vieta la balneazione lungo tutto il litorale per la presenza di batteri fecali: dalla spiaggia della banchina, all’ingresso della frazione sino a La Conia.

Divieto di balneazione. Il provvedimento arriva dopo la comunicazione dell’Arpas. Le analisi eseguite dall’Agenzia regionale per l’ambiente hanno rilevato una eccessiva presenza di enterococchi e escherichia coli, batterio fecale che in quantità superiore ai valori massimi consentiti può causare pericoli per la salute pubblica. Per il primo cittadino, il problema dovrebbe essere legato al mal funzionamento degli impianti fognari. In pratica, le vasche di contenimento quando sono in sovraccarico fanno confluire i liquami con una condotta delle acque bianche che scarica a mare. «Le analisi sono state fatte sui campioni del 12 luglio – spiega il primo cittadino –. Ieri ho emesso l’ordinanza, in attesa delle controanalisi la procedura impone il divieto di balneazione».

Disagi. Il tam tam del divieto lungo il litorale è stato fatto dagli agenti della polizia locale che ieri, di buon mattino, hanno presidiato la zona. Inevitabili le lamentele dei bagnanti,residenti e turisti.

Vecchio problema. «Il rivolo poco distante dal mare si crea sistematicamente ogni anno quando c'è un sovraffollamento – racconta il sindaco – purtroppo possiamo testare il problema solo a stagione avviata. Ma esiste da almeno 15 anni. Per l’ennesima volta, in questi quattro anni di mandato, ci troviamo ad affrontare situazioni ereditate. Il problema di base è che il sistema fognario corre lungo decine di chilometri che dalle località balneari attraversano il territorio sino al depuratore di Arzachena. Una grave anomalia. Sarebbe stato meglio costruire depuratori adeguati e moderni nei pressi dei principali centri turistici, convogliando l'acqua poi depurata dai liquami verso l’agro». La questione è seguita dal settore lavori pubblici. «Ho dato mandato di confrontarsi con Abbanoa – comunica Ragnedda –. Il problema non ha nulla a che fare con i nuovi impianti fognari realizzati di recente sul lungomare di Cannigione».

Polemiche. Immediata la reazione della minoranza. «Negli ultimi quattro anni le politiche per la soluzione del problema sono state gli enzimi profumati dell’amministrazione e i millantati buoni rapporti con Abbanoa – polemizza Fabio Fresi, capogruppo del Pd –. La questione non è stata affrontata in modo efficace. Solo pochi giorni fa lo stesso problema si è verificato a cala dei Ginepri, ma la notizia è stata tenuta nascosta dagli amministratori. In questo caso è assurdo aver speso centinaia di migliaia di euro per lungomare se poi questo è il biglietto da visita».

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