Aggressione al disabile, vittima sentita in Procura a Nuoro
Il fratello del giovane ferito chiede giustizia. Gli inquirenti ora cercano il resto del gruppo che ha assistito al pestaggio
OLBIA. «Noi chiediamo solo giustizia per mio fratello, siamo in una fase di attesa, ma abbiamo fiducia nelle istituzioni e andiamo avanti a testa alta». Così M.I., fratello e amministratore di sostegno di L.I., il disabile di 37 anni, di Olbia, picchiato davanti ad una discoteca a San Teodoro e ripreso dalla telecamera di un telefonino. L'aggressione ha fatto il giro dei social e grazie al video il responsabile, un 27enne sassarese con precedenti specifici, è stato riconosciuto e denunciato.
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Gli inquirenti sono ora alla ricerca del resto del gruppo di sei giovani, tra cui tre donne, che hanno assistito al pestaggio senza intervenire e aiutare L.I. «Quella di oggi è stata una lunga giornata», confessa all'ANSA M.I. dopo aver trascorso molte ore in Procura a Nuoro.
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«L.I. - spiega l'avvocato della famiglia, Nicola di Benedetto - è stato risentito dal magistrato che si occupa dell'inchiesta, un interrogatorio lungo, quasi tre ore, dove si è cercato di ricostruire la vicenda, l'intera giornata e alcuni antefatti poco chiari».
«Ci sono passaggi che a L.I., essendo stato brutalmente aggredito, sfuggono, altri che invece affiorano lentamente nella sua mente. La cosa che più mi ha impressionato in questa triste vicenda - dice il legale - è stato scoprire che l'aggressore di L.I. fosse un suo amico, per questo il pestaggio è stato totalmente imprevisto e inaspettato. Ora attendiamo ora che la Procura faccia i suoi passi, ci aspettiamo sia fatta giustizia».
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