A Cannigione scarichi abusivi
Gli impianti di Abbanoa funzionano, nessuna responsabilità per la presenza di batteri fecali in mare
ARZACHENA. Scarichi fognari non autorizzati nelle acque di Cannigione. Abbanoa individua in eventuali sversamenti abusivi che si riversano nelle acque bianche la causa dei batteri fecali nello spazio di mare tra la spiaggia della banchina e La Conia. Valori fuori norma che hanno imposto il divieto di balneazione in tutto il litorale. L’ente gestore si tira fuori da qualsiasi responsabilità e precisa. «Gli impianti sono perfettamente funzionati e presidiati da un sistema di telecontrollo – spiegano da Abbanoa –. A seguito dei controlli fatti dall’Arpas è stato accertato che i sollevamenti fognari da noi gestiti a servizio di Cannigione risultano regolarmente funzionanti in tutte le loro componenti idrauliche ed elettromeccaniche. In vista del periodo estivo, che comporta l’aumento esponenziale dei carichi nelle reti fognarie, abbiamo eseguito per tempo diversi interventi di manutenzione straordinaria degli impianti. L’intero sistema dei sollevamenti fognari è dotato di teleallarme che consente di segnalare in tempo reale qualsiasi tipo di anomalia e in questa eventualità di intervenire tempestivamente. Anche in caso di black-out elettrico la funzionalità degli impianti è garantita da gruppi elettronici alimentati a gasolio».
Dettagliate informazioni tecniche che servono a fare chiarezza sui disagi di Cannigione. «Di conseguenza, eventuali sversamenti in mare non sono causati da un malfunzionamento dei nostri impianti – sottolinea Abbanoa –, ma da altre strutture non gestite o da scarichi abusivi che si riversano nelle reti bianche, anch’esse non gestite da noi». Alla precisazione di Abbanoa si aggiunge quella del sindaco Alberto Ragnedda. «Come promesso, i nostri uffici tecnici e quelli di Abbanoa hanno fatto tutte le verifiche necessarie. Oggi ci confermano che gli impianti pubblici lungo la linea di Cannigione hanno perfettamente funzionato anche grazie alle migliorie e manutenzioni effettuate con interventi tampone durante gli ultimi due anni. Ho chiesto che continuino i controlli per chiarire da cosa sia dipesa questa alterazione nei parametri relativi all’enterococco».
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