Un mese di attesa per una visita urgente
La protesta di un giovane colpito da singhiozzo persistente: «Ben assistito solo al pronto soccorso»
OLBIA. Doveva sottoporsi a una visita col gastroenterologo in tempi rapidi a causa di un singhiozzo persistente che gli ha causato enormi problemi per due settimane di fila, senza un attimo di tregua. Invece, prima gli è stato fissato un appuntamento a distanza di un mese, e poi si è sentito rispondere “in modo tutt’altro che gentile” dall’operatore della Asl che lo ha contattato al telefono. E così Filippo, un giovane olbiese, ha deciso di denunciare pubblicamente la sua odissea.
«Non ho da dire nulla a chi mi ha visitato al pronto soccorso il primo luglio scorso quando mi sono presentato ormai in preda alla disperazione - dice Filippo -. Anzi. Il medico che mi ha sottoposto ai controlli e a tutti gli accertamenti del caso è stato attento, scrupoloso e professionale. Gli esami (tac compresa) hanno dato però esito negativo e allora lo specialista mi ha prescritto una visita urgente per una gastroscopia da fare in ospedale. Le gocce che mi erano state date in precedenza, infatti, non erano bastate e il singhiozzo era diventato un incubo: mi causava reflusso e vomiti continui e non riuscivo più a dormire».
A quel punto, Filippo, con la prescrizione in mano, si è recato al Cup e qui il personale lo ha indirizzato allo sportello delle urgenze. «”La richiameremo noi”, mi hanno detto. Ma quella chiamata che tanto attendevo e che sarebbe dovuta arrivare nel giro di poche ore, è giunta dopo altri 5 giorni di sofferenza. Pensavo che a quel punto la mia attesa fosse finalmente finita e invece la persona che mi ha telefonato mi ha annunciato che la visita era stata stabilita per il 5 agosto. Ma io non potevo andare avanti così e ho ribadito l’urgenza. La risposta? “I casi urgenti sono altri”, mi sono sentito dire. Non solo. Hanno anche aggiunto che stavano “già facendo uno sforzo a rimanere aperti ad agosto per farci contenti”. Di fronte a una frase del genere, ho chiuso il telefono. Dopo il danno, insomma, è arrivata pure la beffa. E allora ho ritenuto di far sapere a tutti il modo in cui sono stato trattato».
Filippo ha poi eseguito la gastroscopia a pagamento (a Sassari) e va avanti prendendo le gocce per tre volte al giorno per cercare di alleviare il disturbo. «Il problema, però, non l’ho ancora risolto - chiude il giovane - e spero che ciò possa avvenire al più presto. L’unico aspetto positivo riguarda l’assistenza ricevuta al pronto soccorso. Per il resto, non credo ci sia bisogno di aggiungere altro». (s.p.)
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