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Olbia

Un mese fa le prime proteste

Gli abitanti di Colcò non sono gli unici prigionieri della strada cantiere Olbia-Sassari. Un mese fa, infatti, la rivolta tra le aziende e gli abitanti di Enas e Lu Trambuccone. L'apertura del...

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Gli abitanti di Colcò non sono gli unici prigionieri della strada cantiere Olbia-Sassari. Un mese fa, infatti, la rivolta tra le aziende e gli abitanti di Enas e Lu Trambuccone. L'apertura del lotto della nuova Sassari-Olbia, infatti, aveva impedito l'accesso alla quattro corsie allungando di molti chilometri il percorso. In pratica, ci sono, case, azuiende agricole, capannoni industriali (la Dau calcestruzzi, ad esempio) e stazzi che rischiano di restare isolati. La protesta era montata subito dopo la visita del ministro Graziano Derio che aveva ufficializzato l'apertura dei primi lotti della nuova quattro corsie. Una inaugurazione anticipata, visto che non era stata ancora completata la viabilità complanare. Della vicenda si era occupato anche il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, appena eletto, che aveva appositamente incontrato i dirigenti dell'Anas per cercare di risolvere il caso del lotto 8. Lu Trambuccone, appunto, dove la popolazione era furibonda. Da un giorno all'altro, infatti, tutti i varchi di accesso alla quattro corsie erano stati chiusi e gli abitanti erano costretti a percorrere lunghi tratti (spesso di strada completamente dissestata) prima di raggiungere uno svincolo aperto (Enas). Il timore, visto che nella nuova Sassari-Olbia in costruzione mancano ancora all'appello molte rampe e svincoli secondari, è che la situazione di disagio possa durare per molto tempo.

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