La Nuova Sardegna

Olbia

Camera penale, esclusi 81 legali olbiesi

L’assemblea nega l’iscrizione e cambia il vicepresidente. Di Benedetto: «I tempiesi temono lo spostamento degli equilibri»

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OLBIA. Si riaccendono le frizioni nel mondo degli avvocati galluresi. Tutto perché l'assemblea della Camera penale della Gallura che si è svolta mercoledì a Tempio ha rigettato le richieste di iscrizioni avvenute nella scorsa settimana, di 81 professionisti con studio a Olbia. Una decisione presa con 23 voti favorevoli su 26 presenti, che sarebbe stata causata da presunte irregolarità nella presentazione della domanda di iscrizione. Decisive per scartare le domande all’associazione per chi ha votato contro, mentre il verdetto viene accolto dai diretti interessati come un modo per evitare qualsiasi possibilità che si possano cambiare gli equilibri all’interno della Camera penale stessa. Iscriversi in questo periodo è fondamentale, perché chi non è dentro la Camera penale della Gallura entro il 31 agosto non può poi votare a gennaio per il rinnovo del direttivo.

La questione è stata oggetto di una conferenza stampa che si è tenuta ieri nello studio dell'avvocato Sergio Pinna. Che, insieme ai colleghi Nicola Ragnedda, Guido Datome, nomi di spicco dell'ordine degli avvocati della Gallura, ha spiegato la posizione del gruppo degli esclusi dalla decisione dell'assemblea della camera penale. Con loro anche Nicola Di Benedetto, ormai ex vicepresidente del direttivo della Camera Penale della Gallura, che si è visto revocare nel corso della stessa assemblea di mercoledì l'incarico di vice di Domenico Putzolu, il presidente della associazione. Al suo posto l’assemblea della Camera penale della Gallura ha provveduto ieri a chiamare Giampaolo Murrighile.

«La decisione di non accettare le 81 nuove iscrizioni è assurda _ ha detto Nicola Di Benedetto _, ed è stata presa semplicemente perché mi sono reso colpevole di aver presentato all'attenzione della Camera penale, le istanze di 81 colleghi che volevano essere iscritti all’associazione». Gli avvocati olbiesi puntano il dito su Domenico Putzolu, presidente della Camera penale della Gallura, e sull'assemblea per la decisione. «Presa _ affermano i quattro penalisti olbiesi _ perché temono che si possano spostare gli equilibri. Ma noi rivolgiamo ora un appello ai colleghi tempiesi e chiediamo che ritornino sulla loro decisione, perché una Camera penale con 110 iscritti invece degli attuali 30 sarebbe molto più forte nel portare avanti le istanze della nostra professione e darebbe più sostegno agli utenti che a noi si rivolgono».

Tra gli estromessi figurano nomi illustri come appunto Sergio Pinna e Nicola Ragnedda, decani degli avvocati olbiesi e in passato anche presidenti dell’ordine degli avvocati di Tempio, e ancora Guido Datome e anche Jacopo Merlini. L’auspicio di un cambiamento di opinione non sembra però realizzabile. Le dichiarazioni di Domenico Putzolu non sembrano andare in una direzione di composizione della vicenda. «Dietro il numero elevato di iscrizioni – sottolineano Nicola Ragnedda e Sergio Pinna – c’è una opera di sensibilizzazione e un desiderio di impegnarsi sulle questioni relative al penale. Un’opera di proselitismo che prima non si è fatta»

«E che consentirebbe – aggiunge Guido Datome – di raggiungere i 110 iscritti alla nostra Camera penale, facendola diventare la più forte in Sardegna e con la possibilità di inviare 5 delegati alle assemblee dell’unione delle Camere penali».

«In realtà – conclude Nicola Di Benedetto – non c’è alcun intento campanilistico nell’iscrizione di 81 colleghi. La decisione dell’assemblea della Camera penale ci ha sorpresi e amareggiati»

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