Bacciu si difende: non avevo alcun incarico
L’inchiesta della Procura di Tempio sui canali dell’alluvione, nei guai anche due ex assessori comunali
OLBIA. Davide Bacciu non ci sta a finire sulla graticola delle inchieste giudiziarie sull’alluvione del 2013. «Appare difficile comprendere per quale motivo la Procura di tempio abbia deciso di procedere nei confronti dell'ex assessore comunale Davide Bacciu». L'avvocato Marco Salis interviene in difesa del suo assistito, finito sotto accusa insieme all'ex vice sindaco Carlo Careddu, al capo ufficio tecnico Costantino Azzena e ad altre sette persone tra ingegneri e geometri, in un filone della maxi inchiesta sull'alluvione del 2013. La Procura ha inviato gli avvisi di conclusione indagini per i lavori di sistemazione idraulica dei canali. «Davide Bacciu é assolutamente estraneo agli avvenimenti che gli vengono contestati – spiega Salis –. Infatti, nell'arco temporale esaminato dalla Procura, l'assessore comunale Bacciu non aveva nessun incarico. Inoltre, per quanto riguarda il Piano di assetto idrogeologico, il mio assistito non ha mai avuto nessuna competenza in materia. Confidiamo pertanto che il procuratore della Repubblica, nel riesaminare gli atti presenti nei propri fascicoli, riscontri agevolmente che in nessuno dei documenti depositati viene richiamata la persona dell'assessore Bacciu. È ben chiaro come la responsabilità per quanto accaduto in quel tragico 18 novembre 2013, qualora ci sia, vada ricercata altrove».
Bacciu, raggiunto dall'avviso di conclusione indagini deve rispondere, insieme ad altre nove persone, dell'accusa formulata dal procuratore Domenico Fiordalisi, di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. All'ex assessore all'Urbanistica Carlo Careddu e all'ex assessore ai Lavori pubblici Bacciu il pubblico ministero contesta a vario titolo una serie di omissioni sulla progettazione e i lavori nei canali esondati la notte del 18 novembre 2013.
In precedenza si era difeso anche l’ex vice sindaco Carlo Careddu. «Sono accuse infondate – aveva riferito il suo avvocato, Guido Da Tome, nominato insieme all'avvocato Benedetto Ballero - Il mio assistito ha provveduto a fare tutti i passaggi amministrativi necessari». Insomma, sul fronte dei canali dell’alluvione si preannuncia una dura battaglia legale.
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