Marcetti: «Vermentino? Serve l’accoglienza in cantina»
CALANGIANUS. «Il Vermentino di Gallura è un vino eccezionale ma per poter affermare le potenzialità che possiede occorre cambiare registro quanto a promozione. La promozione di questa eccellenza è...
CALANGIANUS. «Il Vermentino di Gallura è un vino eccezionale ma per poter affermare le potenzialità che possiede occorre cambiare registro quanto a promozione. La promozione di questa eccellenza è ancora banale se è vero che alla pubblicità si destina una cifra irrisoria. E poi facciamo sì che a ogni convegno si registri un passo in avanti». Questa la conclusione del convegno tematico al centro della seconda edizione del “San Leonardo wine festival”, patrocinato dal comune di Calangianus, presenti il sindaco Giomartino Loddo e il vice Favio Albieri, e promossa dall’associazione San Leonardo, presidente Pietro Venturu, attorno all’omonima antica chiesetta, a lato della Luras–Priatu in un’area che vede il vermentino aprire nuovi orizzonti di sviluppo per l’antica enclave della Gallura degli stazzi.
Michele Tamponi, enologo, che da ragazzo si è fatto le ossa nel vigneto di famiglia, si è soffermato sulla vocazionalità del territorio alla produzione del vermentino. I produttori sono stati invitati dai relatori a far rete, ma questa volta si è cercato di rispondere su come concretizzare questa benedetta rete. Gli esperti, ormai abituati a queste rassegne, a districarsi fra le certezze dei produttori, le sollecitazioni degli amministratori, le tendenze del mercato, sono stati propositivi. Chiara una cosa: il vermentino può essere un convincente ambasciatore del territorio. Può servire, lo ha rimarcato Patrizio Saba, presidente Confcommercio Sassari, l’esperienza di altre piccole realtà, Barolo docet, capace di valorizzare il proprio vino e il territorio. Apprezzati gli interventi di Gigi Cau, dell’agenzia regionale Laore, del giornalista Gilberto Arru, sull’importanza dei media nella comunicazione, e di Paolo Manca, presidente della Strada del vermentino di Gallura Docg che ha tenuto a lanciare un nuovo messaggio, “Vermentino un vino di eccellenza in un territorio di eccellenza”, per creare sinergie non solo fra cantine ma un rapporto diverso con il territorio ricco di enoturismo, enogastronomia, cultura dell’ambiente, aspetti storici e umani, tradizioni e mestieri. «Una cosa è certa – ha detto Carlo Marcetti, docente universitario nella facoltà di economia del turismo turismo - il vino non può essere l’ambasciatore che da solo può assicurare il collegamento fra costa e zone interne. Occorre fare qualcosa di più sviluppare nelle vigne e nelle cantine la cultura dell’accoglienza. Un lavoro che ci attende tutti e subito». (p.z.)
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